Basta contentarsi del male minore
Ci inviteranno da sinistra a guardare il brutto che c’è a destra e viceversa. Ma le due facce della medaglia sono proprio identiche, perché la degenerazione non riguarda questo o quel partito, è del sistema.

Ci inviteranno da sinistra a guardare il brutto che c’è a destra e viceversa. Ma le due facce della medaglia sono proprio identiche, perché la degenerazione non riguarda questo o quel partito, è del sistema.

Il premier piace. Ha un indice di gradimento altissimo. Piace la sua capacità di non prendere decisioni (fingendo di prenderle), va a genio il suo essere di gomma, concavo e convesso, e non c’è compravendita di senatori, non c’è compromesso al ribasso, non c’è imbarazzante portavoce che intacchi la sua popolarità.

Il PCI a 100 anni dalla nascita.Sono già intervenuti: Marc Lazard, Claudia Mancina, Gennaro Acquaviva, Franco Camarlinghi, Nicola Cariglia, Riccardo Nencini, Dario Parrini, Zeffiro Ciuffoletti, Ugo Finetti, Antonio Magliulo e Carlo Rubini.

Risponde Daniela Belliti, ricercatrice di filosofia politica a Milano Bicocca. Difesa delle istituzioni democratiche, responsabilità nazionale e unità del mondo del lavoro erano i capisaldi dell’azione del PCI: una visione di una società che ha ancora molto da dire, a una sinistra riformatrice e al Paese.

Risponde Massimo Baldi, docente di estetica e filosofia del linguaggio. Dalla svolta di Salerno in poi il PCI ha vissuto una contraddizione profonda: essere un partito che viveva in uno Stato democratico ed avere nel contempo un’organizzazione pensata per sostituirsi a esso.

Risponde Guido Guastalla, mercante internazionale d’arte. Il marxismo nella sua declinazione leninista ha scelto la strada della società senza classi, senza più contraddizioni, unificata dalla classe generale, il proletariato, dalla fine della dialettica e in definitiva della storia.

Risponde Franco Maestripieri, già manager di grandi aziende. Il PCI è stato un baluardo della democrazia italiana ma nella assoluta convinzione di essere la Verità.

Risponde Zeffiro Ciuffoletti, docente di storia contemporanea all’università di Firenze. Gli eredi della lunga esperienza del comunismo dopo la caduta del muro di Berlino non solo hanno perso identità ma si sono rifiutati di accettare e rielaborare il riformismo.

Risponde Ugo Finetti, giornalista, direttore di Critica Sociale. La vera “diversità” da esaltare del comunismo italiano non è quella verso il Pcus in quanto dal 1944 è cresciuto in una democrazia occidentale in continuo confronto polemico e di collaborazione con cattolici, socialisti e liberal-democratici.

L’Occidente è alla ricerca di un nuovo equilibrio con la Cina. Il ruolo degli Stati Uniti e quello dell’Europa. Il problema dei diritti umani e il silenzio dei media. Le ambiguità del PD. Luciano Pallini intervista Marco Mayer, docente universitario ed esperto di Cybersicurezza

Accanto al radicalismo di destra, che abbiamo conosciuto con l’invasione del Campidoglio dopo il discorso incendiario di Trump, esiste negli USA anche un radicalismo di sinistra. La speranza è che la Presidenza Biden, che nasce nel segno della moderazione, riesca a normalizzare la situazione.

Risponde Antonio Magliulo, docente di Storia del pensiero economico all’università Internazionale di Roma. I geni dannosi che il Pci ha trasmesso alla sinistra e alla democrazia italiana sono quelli di una politica intesa come professione.

Risponde Carlo Rubini, giornalista, direttore di Luminosi Giorni. Il lascito principale del PCI è il grande senso istituzionale che ha dimostrato in alcune importanti circostanze della sua storia, dalla seconda guerra fino agli anni di piombo del terrorismo.
