La nemesi
Altro che “uno vale uno”. L’incarico a Draghi è un colpo mortale al populismo grillino, al tentativo di Zingaretti di riportare il PD sulla vecchia strada e alla deriva statalista e assistenzialista di Salvini e Meloni.

Altro che “uno vale uno”. L’incarico a Draghi è un colpo mortale al populismo grillino, al tentativo di Zingaretti di riportare il PD sulla vecchia strada e alla deriva statalista e assistenzialista di Salvini e Meloni.

Ripubblichiamo l'articolo con cui abbiamo aperto il nostro giornale subito dopo l'inizio della crisi. Scrivemmo così: Ora tutto è nelle mani di Mattarella. Il sogno è che venga scelta la via di un governo istituzionale forte con un programma di rinascita e di riscossa del paese presentato come “ultima spiaggia” a questo Parlamento.

Draghi è l’uomo giusto per salvare l’Italia dalla approssimazione, dall’ incompetenza, dall’affabulazione cha aveva corso con l’appoggio ai populisti di un partito come il PD.

Il fallimento di Draghi sarebbe una sentenza di morte per l’Italia, che si brucerebbe l’aiuto della Europa, che già malvolentieri, e solo grazie a Merkel e Macron, si è resa disponìbile ad assistere l’Italia.

Ogni persona assennata tifa per il governo Draghi. Tuttavia, anche se si andasse al voto, il cataclisma innescato dal Demone Renzi avrebbe i suoi meriti. Le elezioni taglierebbero le unghie al fenomeno populista.

Come conciliare diritto all’istruzione e diritto alla salute. Primo webinar di SoloRiformisti dedicato alla scuola. Alcune proposte “dal di dentro” per affrontare al meglio la situazione e innovare il modo di fare lezione sfruttando le potenzialità della didattica digitale.

Non solo medici. Il Covid ha evidenziato anche la cronica mancanza di infermieri, una professione sempre più indispensabile nella medicina di oggi. Le indicazioni internazionali prevedono tre infermieri per ogni medico ma la media italiana si ferma a 2,5.

A Torino ci sono luci e ombre, ci sono alcune cose che vanno bene e altre che vanno male ma nel complesso Torino non è riuscita a posizionarsi in modo competitivo con altre maggiori città italiane. L’intervista è di Luciano Pallini.

Risponde Valentino Baldacci, storico e giornalista. Il PCI è stato un partito comunista con tutte le caratteristiche che questo comportava e che chi ha vissuto la storia del '900 conosce bene.

Risponde Simone Visciola, professore di storia contemporanea all’Università di Tolone. Il PCI si è trovato nella necessità di conciliare l’elemento internazionale costitutivo della propria identità con la necessità di legittimarsi politicamente nel contesto nazionale.

Il PD non ha voluto dar vita al polo riformista, cosa di cui il Paese ha un grande bisogno. Ha scelto un’altra strada che ormai è diventata irreversibile.

Oggi più di ieri, bisogna rilanciare l’idea di un “governo di salute pubblica”, viste le aperture di Forza Italia e persino di parte della Lega, nelle parole di Giancarlo Giorgetti. È una proposta utile al Paese.

Non c’è nessuno degli esponenti attuali nelle istituzioni toscane che appaia portatore di una visione politica autonoma, tale da contribuire in maniera significativa alla discussione pubblica nel Paese.
