ISRAELE SI FERMA PER RICORDARE IL 7 OTTOBRE
A Tel Aviv, la cerimonia nazionale organizzata dalle famiglie del 7 ottobre.

A Tel Aviv, la cerimonia nazionale organizzata dalle famiglie del 7 ottobre.

Il panorama degli eventi che esaltano il 7 ottobre e che inneggiano all'eliminazione dello Stato di Israele segue una matrice ideologica e comunicativa ben precisa.

Riprendiamo dal RIFORMISTA l'intervista di Aldo Torchiaro a Ugo Volli.

RETE 4: LUNEDI 5 OTTOBRE 2026 ORE 23.30

Strasburgo, la presidente della Commissione europea ha illustrato il cronoprogramma del nuovo anno, parlando di un'Europa "più forte", ma che si trova anche ad affrontare sfide senza precedenti.

Oggi domina l’incertezza e l’impressione che molti stiano rivolgendosi a noi non come amici, ma come predatori. La saggezza antica ci ha consegnato frasi che incidono il marmo e restano scolpite. “Si vis pacem para bellum”.

Successivamente ogni mossa della Casa Bianca, pur cambiando l’inquilino e il colore politico, è stata per lo più determinata non dalla forza dell’iniziativa autonoma e lungimirante, ma dalla debolezza di una risposta ansiosa alla minaccia esterna.

Vogliamo confermare i nostri pregiudizi o vogliamo realmente capire quello che sta succedendo?

Parte dell’Occidente identifica terrorismo e lotta per la libertà, sogna che l’integralismo islamico sia richiesta di benessere e accoglienza.

Finisce l'illusione di un mondo in pace cominciata con il crollo del muro di Berlino,

i capigruppo della Commissione Esteri della camera di PD, M5S e Avs hanno chiesto la calendarizzazione urgente della legge che sanziona israele.

I micro-Stati europei, una volta padroni del mondo, almeno fino al 1945, sono sempre meno in grado di proteggere le loro società civili, le loro Nazioni.

La questione israelo-palestinese non si risolverà vittimizzando i palestinesi o criminalizzando i coloni.
