GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO
La sfida dei prossimi anni non sarà scegliere tra più o meno globalizzazione, sarà decidere quale globalizzazione.
Professore Ordinario di Storia Economica presso il Dipartimento di Economia dell’Università della Campania Luigi Vanvitelli, dove è titolare dei corsi di Storia Economica, di Storia dell’Impresa e della Finanza, di Evoluzione del Capitalismo, delle Tecnologie e della Finanza. È docente di Storia dell’Economia e dell’Impresa alla Luiss Guido Carli di Roma. Ha svolto insegnamenti in diverse Università italiane e straniere. È componente del Consiglio di Amministrazione e della SVIMEZ (Associazione per lo Sviluppo dell’Industria nel Mezzogiorno). È socio dell’Accademia Pontaniana, nella Classe di Scienze Morali. Fa parte di Comitati scientifici e di Redazione di varie riviste nazionali e internazionali. Ha ricevuto riconoscimenti internazionali per la sua attività di studio e di ricerca. Ha pubblicato volumi e saggi, in Italia e all’estero, su temi riguardanti la storia economica italiana ed europea; la storia d’impresa, della contabilità e del marketing; la storia del pensiero economico. I suoi attuali ambiti di ricerca riguardano la storia dell’economia euro-atlantica, il processo di globalizzazione nei suoi vari aspetti, l’impatto sull’economia della pandemia di Covid-19, l’evoluzione dell’impresa, la storia del dualismo economico italiano. Ha svolto anche ruoli istituzionali legati alle sue competenze economiche, da ultimo come Assessore alle attività produttive della Regione Campania.

La sfida dei prossimi anni non sarà scegliere tra più o meno globalizzazione, sarà decidere quale globalizzazione.

I modelli linguistici non esplorano il linguaggio umano per anticiparlo: lo producono, lo imitano, lo sostituiscono in contesti sempre più ampi.

Si è aperta un’epoca in cui più rivoluzioni industriali si sovrappongono in un tempo ristretto, guidate da protagonisti che non sono più solo le Big Tech di ieri, mentre IA e calcolo quantistico iniziano a intrecciarsi.

Il quadro complessivo che emerge è quello di una potenza ancora dominante, ma attraversata da contraddizioni profonde: primato tecnologico e fragilità istituzionale.

L’intelligenza artificiale non è più una promessa tecnologica: è l’infrastruttura immateriale che riorganizza economia, geopolitica e persino il nostro modo di pensare.

Il capitalismo evolve grazie alla tecnologia, ma la tecnologia crea nuove sfide e le sorti umane dipendono dalla capacità di governarle.

Trump non governa il caos, lo abita e lo accresce e i costi del disordine si socializzano su scala planetaria.

“Negli ultimi due secoli, per la prima volta nella storia, il mondo ha assistito a una crescita economica sostenuta”, ciò ha fatto uscire dalla povertà un gran numero di persone e ha gettato le basi della nostra prosperità.

Il ricordo del sindaco di Pollica: 15 anni fa il suo omicidio, a giorni l’avvio del processo.
Da: IL MATTINO 05/09/2025

Nei giorni scorsi si era aperto uno spiraglio di dialogo, grazie a un’iniziativa unitaria europea e, in particolare, all’intervento della coalizione dei “volenterosi” con la presenza dell’Italia.

Il Mediterraneo odierno, con le sue caratteristiche multiformi, si proietta in una dimensione nuova, frutto della complicazione dei rapporti proprio tra Est ed Ovest e del riassetto geopolitico globale, diventando il crocevia delle connessioni tra il Nord e il Sud, lungo la rotta principale della prossima crescita mondiale.

Finora, i mercati petroliferi erano rimasti calmi, nella convinzione che non si concretizzasse lo scenario di un conflitto totale tra Israele e Iran. Adesso si sta entrando in un panorama di questo tipo.

Da IL MATTINO del 10 giugno 2025
