SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
Senza vere riforme, la sanità andrà sempre più in affanno. La società italiana non è più quella degli anni in cui nacque il SSN. Oggi l’emergenza è rappresentata dalla lungodegenza. Il ruolo del Terzo Settore.
Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. In RAI è’ stato vice-caporedattore del TGR della Toscana. Dal 2012 al 2017 è stato Vice-Presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa e Centri per disabili. E’ Presidente dell’ETS Raggio Verde che assiste minori e adulti affetti da autismo.

Senza vere riforme, la sanità andrà sempre più in affanno. La società italiana non è più quella degli anni in cui nacque il SSN. Oggi l’emergenza è rappresentata dalla lungodegenza. Il ruolo del Terzo Settore.

Mantenere il primato dei giudici o tornare a quello della politica? Sarà il referendum a rispondere alla domanda. Il paradosso di una sinistra che si schiera per il NO mentre sarebbe la maggiore avvantaggiata dalla vittoria del SI.

“Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca”

Crisi sempre più nera per la manifattura toscana. L’economia ormai poggia per gran parte sul turismo. Sullo sfondo il pericolo di trasformare la regione in una gigantesca Disneyland.

In sanità, accanto ad una buona preparazione tecnica di medici e infermieri, si registrano pessime performance della parte amministrativa e politica. E’ una delle conseguenze della eccessiva regionalizzazione del sistema voluto dai partiti. Un esempio recente.

In un colpo solo, con l’esito referendario, falliscono la spallata al Governo e il regolamento dei conti all’interno della sinistra. Per mandare a casa la Meloni ci vuole una politica che guardi al futuro e non al passato.

Per rispondere alle sfide della non-autosufficienza è necessario un maggior coinvolgimento del Terzo Settore. Indispensabile un cambio di mentalità degli Enti pubblici.

Non c’è niente di peggio di un uomo di potere che si fa “strumentalizzare” da una donna con la quale ha una relazione. Il ministro ha dimostrato di essere totalmente inadatto al ruolo. Senza dimissioni il conto la pagherà tutto il Governo.

Italia Viva e Azione stanno appoggiando, senza parlarsi, le stesse alleanze. Così rinunciano ad incidere per avere il loro piccolo spazio di potere. Ma se questo è il gioco, perché votarli?

Vittoria netta del centrodestra in Abruzzo. Il campo largo non sfonda. La vera partita si giocherà a giugno. L’irrilevanza dei piccoli partiti di centro che ancora una volta privilegiano i personalismi sulla politica.

Il voto sardo conferma la modestia della classe politica italiana. La Meloni sbaglia il candidato e perde. La Schlein e Conte si illudono di aver trovato la strada vincente per la sinistra. Al centro tutti credono di essere De Gasperi e gli italiani continuano a stare a casa.

La sinistra perde in quasi tutta Europa. Ora anche nelle grandi socialdemocrazie del Nord. Alla base di questa rivoluzione i costi ormai insostenibili del Welfare State. La scommessa della Welfare Society e la situazione italiana.

Un malore improvviso non gli ha lasciato scampo. Così se ne è andato Nicola Cariglia, un riformista e un socialdemocratico vero, già vice sindaco di Firenze e attualmente Presidente della Fondazione Turati.
