• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Lo stato, penoso, dell’informazione italiana

L’intervento di Draghi a Rimini ha reso evidente l’abisso che esiste fra il premier e i tanti nanetti della politica italiana. È per non far notare questa differenza che le notizie sul governo sono sparite dalla cronaca.

di Giancarlo Magni | 27 Agosto 2022

Non ce n’era bisogno. Ma dopo aver ascoltato Mario Draghi al meeting di Rimini è stato ancora più chiaro perché da oltre un mese a questa parte, da quando cioè è iniziata la crisi che ha portato alle dimissioni del governo, tante cronache politiche di giornali e TV abbiano accuratamente evitato qualsiasi notizia sull’attività dell’Esecutivo.

Sappiamo tutto sulla genesi delle varie alleanze, sulle liste e le relative polemiche, sulle tante proposte, una più mirabolante dell’altra, che sono state fatte per far tornare l’Italia ad essere il paese del bengodi nel quale i soldi nascono sugli alberi. Siamo perfettamente informati anche sulle manovre messe in campo da qualche leader per candidare la propria moglie, ovviamente in collegi blindati, ma non sappiamo niente di come stia procedendo il cronoprogramma imposto dal PNRR, di come il governo affronti le tante questioni calde che sono sul tavolo visto che il Presidente Mattarella ha dato al governo dimissionario l’incarico di andare all’elezioni lavorando a tutti i dossier a cui, nell’interesse del paese, sarebbe stato necessario lavorare. Un incarico che, vista la situazione, ampliava, e non di poco, il concetto di ordinaria amministrazione.

Su tutto quello, insomma, che è davvero importante per il futuro dell’Italia, silenzio assoluto.

La ragione di questa conventio ad excludendum tacitamente sottoscritta da una parte non secondaria del mondo della nostra informazione è presto detta: non contribuire a mettere in risalto, a pochi giorni dal voto, la differenza, davvero abissale, che c’è, sul piano della politica, delle idee, delle prospettive per il paese, fra un gigante come Draghi e i tanti nanetti che si agitano nella politica italiana.

Tanti nostri “giornalisti” hanno una consuetudine quotidiana con i leader politici. Considerano quello il loro mondo, non per interesse o connivenze varie, ma per abitudine o se si vuole conformismo. Per questo glissano, evitano di, privilegiano fatti e notizie che siano tali da non fare ombra.

Del resto ora in campagna elettorale di fronte allo spettacolo indecoroso di promesse fatte come se non ci fosse un domani, non c’è quasi nessuno che chieda all’intervistato di turno come pensa sia poi possibile mantenere anche solo un terzo di quanto viene promesso.

Troppo spesso ci si limita a porgere microfono e taccuino senza avanzare una domanda scomoda, senza fare un riferimento che è uno a numeri o prese di posizione internazionali.

Che importa ricordare i tanti fallimenti del passato? Che importa sottolineare che ci vengono riproposte ricette vecchie di 30 anni e mai applicate anche quando gli stessi che oggi ce le ripropongono erano al governo?

Per non insinuare però, anche solo involontariamente, qualche dubbio sul fatto che questa sia veramente la strada giusta, meglio non parlare di cosa cerca di fare Draghi, di come si muove anche da dimissionario. Meglio non mettere accanto lo stile di questo tecnico con le polemiche, le invettive e gli insulti, ad amici ed avversari, di tanti leader politici.

Del resto, basta guardare le reazioni che ci sono state al discorso, un vero e proprio manifesto sul futuro, fatto a Rimini da Draghi. Dal centrodestra silenzio assoluto, stessa cosa dalla sinistra, un timido commento di maniera del solo Letta, silenzio di tanta parte del PD, solo commenti positivi da Renzi e Calenda.

Glissare, sopire, non ribattere, non alimentare la discussione, in fondo domani è un  altro giorno.

Le persone con i loro problemi e le preoccupazioni quotidiane non hanno tempo e voglia per prestare troppa attenzione a quello che agita il mondo politico. Ci vorrebbero dei “media” che ponessero domande, agevolassero il confronto, sollevassero dubbi, fossero, nell’interesse dell’opinione pubblica, il cane da guardia della politica.

Ci vorrebbero insomma dei giornalisti.

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Politica

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. In RAI è’ stato vice-caporedattore del TGR della Toscana. Dal 2012 al 2017 è stato Vice-Presidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa e Centri per disabili. E’ Presidente dell’ETS Raggio Verde che assiste minori e adulti affetti da autismo.

Post precedente:Elezioni, social-liberalismo alla prova
Post successivo:La democrazia nell’età della Rete delle Reti

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Maria

    28 Agosto 2022 alle 08:22

    Articolo lucido , chiaro e illuminante .

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.