VOTI, SONDAGGI, E L’URGENZA DELLA POLITICA
Circa la validità dello strumento non ho pregiudiziali né negative né positive, il problema riguarda l'uso che dello strumento si fa e la metodologia adottata a questo fine.
É stata vice Sindaca di Pistoia dal 2012 al 2017 e poi presidente dell’Associazione Palomar. Lasciato il PD, nel 2022 sostenne la coalizione progressista con una lista civica di sinistra. Ora si dedica solo all’attività di ricerca di filosofia politica che svolge presso il Centro ADV – Against Domestic Violence dell’Università di Milano-Bicocca ed è coordinatrice della rete accademica nazionale UNIRE – Università in rete contro la violenza di genere.

Circa la validità dello strumento non ho pregiudiziali né negative né positive, il problema riguarda l'uso che dello strumento si fa e la metodologia adottata a questo fine.

Il tema posto dalle battaglie femministe sulla parità di genere non è mai stato soltanto quello di partecipare alla distribuzione del potere politico, bensì quello di cambiare il potere stesso, e di farlo per migliorare la condizione di vita di tutte le donne.

Le opinioni di alcune personalità pistoiesi: DANIELA BELLITI intervistata da Luciano Pallini.

Pubblichiamo l’introduzione al volume di Daniela Belliti, In cerca di pace. Parole, atti e discorsi sulla guerra in Ucraina e in Palestina, Edizioni GFE, Roma 2024, pp. 220. Il libro riprende anche scritti già apparsi in questo giornale on line.

La trasversalità di posizioni contrarie e favorevoli, in una fase assai mediocre della politica italiana, non sta aiutando – come era successo in passato per temi come il divorzio e l’aborto – a trovare soluzioni, bensì blocca il dibattito.

Sull’articolo di Sergio Benvenuto interviene Daniela Belliti. La costituzione del Partito Democratico avvenne con modalità che furono di sostanziale rottura con il passato senza costruire basi nuove di riferimento, teorizzando anzi il partito d’opinione, programmatico, non identitario.

Il mondo degli scrittori ucraini non si è fermato con la guerra, anzi ha moltiplicato la sua produzione e la circolazione delle opere. Ha continuato a organizzare festival letterari e altre occasioni pubbliche, per raccontare la guerra dalla parte delle vittime.

Il bilancio di questa guerra in vite umane è spaventoso. Secondo il New York Times del 21 febbraio, dall’inizio dell’invasione russa avrebbero perso la vita 200.000 soldati russi e 100.000 ucraini, a cui dovrebbero essere aggiunti 30.000 civili.

Il 24 febbraio sarà un anno da quando la Russia ha invaso l’Ucraina e ancora non si vedono all’orizzonte concrete possibilità di pace. Biden è andato a Kiev, Putin ha sospeso l’adesione al trattato START e la guerra continua.

Al di là di tante parole i politici sono indifferenti all’astensione perché sono i partecipanti al voto a determinare le vittorie e le sconfitte, i seggi conquistati e le maggioranze di governo.

Il fatto che l’ONU continui a rappresentare lo spazio fisico in cui il confronto verbale – per quanto anch’esso altamente conflittuale – tra i due paesi in guerra prosegue non è da sottovalutare. Ma perché il confronto formale si trasformi in dialogo potrebbe passare troppo tempo.
La guerra in Ucraina è uno spartiacque per un “nuovo ordine mondiale” che non si è più ridefinito dalla caduta del Muro. I movimenti per la pace devono porsi nuovi obiettivi, agire su fronti diversi, rivendicare un ruolo pubblico a livello nazionale ed europeo

La guerra si è cronicizzata. Vittime civili e militari cadranno sempre più numerose sui molteplici fronti di battaglia. La situazione è giunta a un punto tale che nessuno può più fare un passo indietro, pena il rischio di rovesciamenti interni incontrollabili
