TRA FOGLIE DI FICO E CAROVANIERI, OVVERO BETTINI E IL REFERENDUM
Si può - si deve! - votare “No” anche se nel merito si condividono le norme scritte nella legge costituzionale in ragione del “contesto”?
Avvocato, vive e lavora a Pistoia. Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università “Federico II” di Napoli ha conseguito un dottorato di ricerca all’Università La Sapienza di Roma in studi europei. Dopo alcuni anni di attività politica, è impegnato nell’associazionismo forense, ed attualmente è consigliere segretario della Camera Penale di Pistoia.

Si può - si deve! - votare “No” anche se nel merito si condividono le norme scritte nella legge costituzionale in ragione del “contesto”?

La riforma Nordio non risolve certamente tutti i problemi che affliggono la giustizia italiana, ma neppure si può dire che non ne affronti nessuno.

I viceré sono numerosi, hanno potenti mezzi (di massa) a loro supina disposizione, ed esibiscono l'autorevolezza dei titoli accademici.

Giuseppe Cioffi, magistrato: « trovo singolare che chi ha il compito costituzionale di applicare le leggi si opponga a una legge in corso di approvazione in Parlamento, peraltro usando argomentazioni che esulano dai contenuti della riforma ».

E’ innegabile l’esistenza di forti intrecci fra correnti della magistratura e lotta politico-giornalistica. Una proposta dell’avv. Maurizio Bozzaotre per combattere le rivelazioni di segreti d’indagine

Se parli come un fascista sei un fascista ma se parli come Putin perché non si può dire che sei un putiniano? Ma un’anatra, anche se è convinta di essere un cigno, rimane sempre un’anatra.

Chi ha il vizio di coltivarla la memoria non può fare a meno di correre con la mente al dibattito, politico e culturale, che per decenni ha riguardato la vicenda che si svolse nella Roma del 23 e 24 marzo del 1944.

E’ tutto un fiorire di assertive declamazioni che si immaginano di natura dirompente e di effetto illuminante ma che al contrario sono banalità assolute foriere, purtroppo, di conseguenze tossiche.

Le primarie del Pd, ovvero la fine di un progetto politico (in attesa di una rinnovata credibilità). Si può ben cambiare idea rispetto a scelte che col senno di poi si ritiene di rivedere, ma non si possono definire addirittura “sciagurate”.

La riflessione di un dirigente locale del PD sulle cause che hanno determinato la crisi del Conte II e sui motivi della scelta di Mattarella, tra paradossi incrociati e appelli alla coerenza.

Risponde Maurizio Bozzaotre, avvocato e segretario comunale PD di Pistoia. I comunisti italiani furono quelli che videro giusto. Lo dimostra il fatto che ciò per cui essi - non da soli, certo - combatterono è sopravvissuto alla loro stessa storia. Libertà, diritti, democrazia.

La storia ci insegna che i passi indietro sulla strada della democrazia e dei diritti si verificano quando le forze democratiche si presentano divise agli appuntamenti cruciali. Quello di oggi in Toscana è uno di essi. Dimostriamo di avere imparato la lezione.

Per poter affrontare e vincere la sfida, anzi le sfide - sia quella elettorale che quella di governo -, il centro sinistra deve recuperare quella straordinaria carica ideale fatta di sviluppo locale, crescita economica, solidarietà e giustizia sociale, che ha ispirato il cammino della coalizione.
