Quei segnali positivi
La macchina governativa si è rimessa in moto, dopo la pausa elettorale e un certo rallentamento. Due sono i segnali positivi: la riforma della magistratura e la fine della moratoria per l’estrazione del gas.

La macchina governativa si è rimessa in moto, dopo la pausa elettorale e un certo rallentamento. Due sono i segnali positivi: la riforma della magistratura e la fine della moratoria per l’estrazione del gas.

È sconcertante che le scelte riguardanti il sistema di voto siano discusse guardando soltanto alla contingenza. Perché dobbiamo preferire il modello francese.

Un appello di cinque intellettuali, Carlo Fusaro, Pietro Ichino, Claudia Mancina, Enrico Morando e Giorgio Tonini, a favore di una legge elettorale condivisa e che rispetti il principio che è l’elettore a scegliere il governo.

Con questa intervista di Luciano Pallini al Prof. Ciuffoletti chiudiamo la lunga serie dedicata alla storia del formarsi dell'Unione Europea, nel contesto dei grandi cambiamenti a livello internazionale e con un occhio ai riflessi in Italia.

La riforma costituzionale appare un atto dovuto piuttosto che una rivoluzione. Tuttavia, si possono sottolineare anche alcuni passaggi che aprono a prospettive più impegnative.

A 30 anni di distanza da Tangentopoli, SoloRiformisti pubblica, in una serie di tre articoli, una ricostruzione e una riflessione del Prof. Ciuffoletti. In questo primo contributo i fatti e il clima di quel 1992.

La conferma della coppia Mattarella-Draghi al vertice dello Stato fa bene al Paese. La Destra si frantuma e, con la disintegrazione del M5S, torna possibile un asse di Centro-Sinistra, unica realtà politica uscita in modo decente dalla caotica vicenda
La rielezione di Mattarella, visti gli errori fatti, è stata una scelta obbligata. Il Presidente della Repubblica doveva risultare da una convergenza dei due blocchi principali e non doveva apparire come uno “sgarbo” al Presidente del Consiglio Draghi. Questa era l’unica possibilità reale. e, in questo caso, coincideva anche con l’interesse del paese.
“Nella salvaguardia dei principi, irrinunciabili, di autonomia e di indipendenza della Magistratura l’ordinamento giudiziario e il sistema di governo autonomo della Magistratura devono corrispondere alle pressanti esigenze di efficienza e di credibilità”
Tutto in salito il cammino del governo Draghi. I malumori lasciati dalla corsa al Colle si sommano all’anno pre-elettorale durante il quale tutti i partiti cercheranno di tirare la coperta dalla loro parte. E per di pù incombono le amministrative e i referendum.
La realtà ha fatto fallire gli opposti disegni del “campo largo” e del “centrodestra unito”. Verso una ritrovata autonomia del mondo liberaldemocratico e riformista. Anche dal basso arrivano spinte in questo senso. Gli esempi di Lucca, Pistoia e Carrara.

Mattarella, come prima di lui Napolitano, aveva già un piede fuori dal Quirinale; ma poi si sono presentati i vari capipartito dell’attuale maggioranza e, praticamente in ginocchio, l’hanno implorato di restare.
Il secondo mandato a Mattarella, dopo quello a Napolitano, riaprono il dibattito sull’opportunità o meno di una riforma che introduca la repubblica presidenziale con l’elezione diretta del Presidente.Apriamo un confronto con le perplessità di un nostro collaboratore.
