Dilettanti a casa
Le famiglie politiche europee paiono restie a riconoscere il successo elettorale di FdI. Ma la ragione è semplice: in Europa esiste una coalizione politica di cui Giorgia non fa parte
nato a Como nel 1950 ha fatto il Liceo scientifico e poi Sociologia a Trento. Ha militato nel PSI e passata quasi tutta la vita professionale nella UIL. E’ stato segretario generale della UIL di Como e successivamente è passato alla Direzione nazionale dove ha ricoperto la carica di responsabile dell’ufficio Politiche industriali con Giorgio Benvenuto. Ha ricoperto l’incarico di segretario nazionale dei Chimici e poi è tornato in Lombardia con la responsabilità di segretario generale aggiunto della UIL di Milano e della Lombardia. E’ in pensione dal 2017 e collabora, scrivendo di lavoro e di politica, con la Fondazione Anna Kuliscioff e con il Centro Studi Itinerari Previdenziali.

Le famiglie politiche europee paiono restie a riconoscere il successo elettorale di FdI. Ma la ragione è semplice: in Europa esiste una coalizione politica di cui Giorgia non fa parte

Ma la faccia di Berlinguer sulla tessera dovrebbe servire a certificare la linea politica del PD? E quale delle tante sostenute nel tempo dal Segretario?

Non possiamo sapere se concretamente la politica di Milei funzionerà, ma la sua immagine del liberismo è da Beppe Grillo

Aspetti reali e effetti statistici dietro i buoni dati del rapporto Istat sull’occupazione. Ma il mercato del lavoro italiano è seriamente malato.

Osservatorio Istat. I dati del mercato del lavoro di ottobre sono ottimi, ma si accende qualche spia di allarme. Occorre promuovere il binomio produttività-contrattazione.

Il Decimo Rapporto sul Bilancio del Sistema Previdenziale stima in 1,4215 il rapporto attivi/pensionati per il 2021 ancora distante da quell’1,5 che rappresenterebbe la soglia minima necessaria per la sostenibilità di medio-lungo termine di un sistema pensionistico.

Le morti sul lavoro devono essere combattute, con tutti i mezzi che la tecnica e la conoscenza mettono a disposizione, non essere evocate a dimostrazione spettacolare delle efferatezze del capitalismo o dell’inefficienza dello Stato.

Per come la Storia ha plasmato la cultura liberale l’unica cosa intollerabile è l’intolleranza. Il che richiede un atteggiamento non formalmente neutrale, ma ben orientato sul piano culturale

Come da classico del pensiero massimalista-antagonista, è nella politica che si trova la leva per forzare i rapporti di produzione. Un bel provvedimento legislativo e il problema è risolto e il consenso assicurato.

L’assoluta preponderanza del Contratto Nazionale difende i più deboli ma schiaccia i meno deboli, comprimendo la media salariale. E questa caratteristica determina la peculiarità del nostro sistema retributivo.

I contratti a termine, allungati dal Decreto Primo Maggio e in continua riduzione, accendono le tensioni tra Governo, sindacati e sinistra ma “pensare di ostacolarli per legge o obbligare le aziende ad assumere sempre a tempo indeterminato, è patetico”. Ecco perché ed ecco perché il modello spagnolo non è affatto tutto oro

Il sindacato, le tasse e la necessità di un approccio diverso. La materia fiscale è un terreno importante di iniziativa ma serve un sindacato capace di abbandonare ogni deriva demagogica.

Volendo ispirarsi a Trump e non avendone i mezzi, Fugatti si sfoga sull’orsa. Perfino la famiglia del runner morto non invoca la pena capitale.
