Riformismo e massimalismo, coesistenza impossibile
Riformismo e massimalismo non possono stare insieme. Non può bastare uno slogan, un manifesto, tre poltrone per far scomparire così tante differenze. Il caso di Sesto Fiorentino.

Riformismo e massimalismo non possono stare insieme. Non può bastare uno slogan, un manifesto, tre poltrone per far scomparire così tante differenze. Il caso di Sesto Fiorentino.

Chiediamo a Damiano dei Maneskin di mettersi un paio di pantaloni normali e delle scarpette da ginnastica al posto dei tacchi a spillo, e di andare alla sfilata del 25 aprile nella Capitale. E di ripeterlo lì il suo grido coraggioso e rabbioso: “Ucraina libera, fuck Putin”.

Diviso su Putin e l’Ucraina. Il centrodestra come Visegrad. Il declino del sovranismo, come quello del liberismo, impone a Meloni, Salvini, Berlusconi e alla destra europea una profonda revisione della propria cultura politica.

Una Russia accerchiata dalla NATO proprio non la vedo. Chi legge così la situazione odierna, forse ha dimenticato da troppo tempo di cambiare le lenti ai suoi occhiali. E legge lo scenario odierno con le categorie di quando era giovane.

“Questa non è una guerra contro l’Ucraina ma contro l’Europa, contro i valori che ci uniscono”. Con queste parole Zelensky ha fatto “tabula rasa” di ogni possibile neutralismo o terzietà.

La riforma della Pubblica Amministrazione è al primo posto nel PNRR, ma è da trent’anni che si tenta di farla con risultati fino ad ora modesti. Anche perché è sempre mancata una visione d’insieme.

Condanna dura e ferma dell’invasione russa ai danni dell’Ucraina. E’ un attacco ai principi e ai valori del nostro mondo. Rilanciare l’unità europea e la NATO.

Sarebbe un grave errore se Draghi si mettesse a fare il mediatore “al ribasso” delle richieste insensate e talvolta “pulsionali” dei diversi partiti e movimenti che sostengono la maggioranza. Definita la “road map”, si deve solo andare avanti.

Il caso Schroeder dimostra che l'Italia e gli altri partner europei devono affrontare di petto il tema delle “porte girevoli” che hanno favorito l' influenza russa sulla politica europea.

Questo scritto del Prof. Ichino pubblicato prima dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia mantiene intatta tutta la sua validità. Nell’Europa del XXI secolo l’egemonia non si ottiene più con i carri armati.

Sono passati 30 anni dall’inizio di Mani Pulite ma le ripercussioni di quell’azione non si sono ancora esaurite. Una ricostruzione storica dei fatti di allora ci aiuta a capire meglio l’oggi.

Seconda puntata della ricostruzione degli eventi di Tangentopoli. Si afferma il “giustizialismo” con l’imperativo di affondare la corazzata Craxi.

L’assenza di una visione politica autenticamente riformista in grado di contrastare la destra sovranista ha spinto il centrosinistra a guardare con favore ai 5Stelle, nella spasmodica ricerca di creare un’alleanza “contro qualcuno” e non “per fare vincere una proposta politica”.
