THE NEW POPE
Con papa Prevost qualcosa sta decisamente cambiando, soprattutto in un momento cruciale della storia.
R.R. nel 1978 si è laureato in Filosofia nell’Università di Firenze ed ha sempre insegnato negli istituti secondari della Toscana. Ha scritto per la radio, il cinema e il teatro. Trascorre il suo tempo libero passeggiando in campagna. È appassionato di storia, arte e cucina.

Con papa Prevost qualcosa sta decisamente cambiando, soprattutto in un momento cruciale della storia.

La nostra presidente del Consiglio sta in mezzo a un bivio, la sua amicizia con Ursula Von der Leyen, gli impegni presi con i vertici dell’UE e la tentazione sovranista e populista che appartiene alla sua storia passata.

i guerrafondai non sono Putin e la cerchia dei suoi generaloni che ormai da tre anni bombardano un Paese sovrano ma sarebbero gli altri, cioè tutti quelli che in questi anni di guerra hanno continuato a combattere per la loro libertà.

Ecco dunque che Forza Italia si appiattisce sulla visione tipica della destra italiana: antiabortista come fu antidivorzista in passato e oggi difenditrice della vita a tutti i costi

Trump e l’ordine esecutivo che cancella il terzo sesso

Fino a qualche mese fa, almeno in Italia, la lettera “M” stava a significare indiscutibilmente Mussolini ma poi è sceso in campo lui, Elon Musk.

Un brutto giorno Musk è salito sul palco insieme a Donald Trump e anche lui s’è messo in testa un cappellino con la scritta “make America great again”.

Se durante tutto il secolo scorso l’antisemitismo è stata la principale caratteristica ideologica della Destra in tutte le sue varie espressioni oggi l’antisemitismo si sta diffondendo sempre di più a sinistra.

Il fronte del pacifismo si estende anche al centrodestra da Tajani a Crosetto.

Nell campo largo e giustizialista di Schlein, Conte e Fratoianni è appena arrivato un altro pezzo da novanta: nientepopodimeno che l’ex leader terzopolista, il politico più indagato e perseguitato dai magistrati negli ultimi anni: Matteo Renzi.

Il problema vero sono i giornalisti impiccioni e spioni, o sono i giovani dirigenti di Fratelli d’Italia che parlano tra loro come fossero camice nere della Repubblica di Salò?

Come buttare via oltre il 7% dei voti. I liberal-democratici italiani, tanti o pochi che siano, non meritano certo due presunti leader come Calenda e Renzi. I due non hanno le stesse responsabilità nel fallimento del progetto del Terzo Polo ma è certo che con loro in pista non si va da nessuna parte.

Doccia fredda per quanti avevano esaltato Bergoglio come leader globale della sinistra ecologista ed immigrazionista, che lo avevano prematuramente e impropriamente considerato un cattocomunista a metà strada tra Fidel Castro e Don Milani.
