A scuola da Erasmo
Siamo condizionati dalla dimensione destra-sinistra, che è il binomio da tempo imperante, e allora è opportuno affiancare a questa dimensione altri binomi, espressioni di altre dialettiche con cui dobbiamo fare i conti.

Siamo condizionati dalla dimensione destra-sinistra, che è il binomio da tempo imperante, e allora è opportuno affiancare a questa dimensione altri binomi, espressioni di altre dialettiche con cui dobbiamo fare i conti.

Dal sito web del Governo polacco, abbiamo tradotto il testo dell’intervista che il Primo Ministro polacco Mateusz Morawiecki ha rilasciato il 3 dicembre scorso alla FAZ “Frankfurter Allgemeine Zeitung" (traduzione a cura di Luciano Pallini).

Lo spartiacque aperturisti/sovranisti incrocia quello destra/sinistra. Il partito del multilateralismo globale e dell’integrazione UE, per tagliare l’erba sotto i piedi al populismo, deve riconciliare con questa idea-forza i ceti più deboli.

La sinistra tradizionale è imprigionata in un assioma economicista: quel che conta soprattutto oggi, per tutti, è una maggiore eguaglianza economica. Nella realtà però i perdenti sociali non la pensano così e questa discordanza porta la sinistra verso sonore sconfitte elettorali.

La ripresa dovrà essere necessariamente inclusiva e all’insegna della coesione sociale e della convergenza territoriale per evitare che l’attuale crisi aumenti le diseguaglianze sotto tutti i punti di vista: tra persone, tra generazioni, tra territori. Articolo scritto con Marco Pini.

Si può cancellare in tutto o in parte un debito pubblico? A fronte di tante parole in libertà, pronunciate anche da chi, per il proprio ruolo, dovrebbe sapere di cosa parla, un articolo del prof. Petretto spiega i veri termini della questione.

L'ennesima puntata del serial demagogico al quale assistiamo da anni. L'imposta Fratoianni è l'espressione di una politica che - persa la partita della crescita senza mai combatterla - altro non può e non sa fare se non redistribuire quel poco che ormai rimane.

Ormai, per la guida del Paese, abbiamo più esperti che parlamentari. La politica è scomparsa e la teoria dell’”uno vale uno” è andata in soffitta. Ma il risultato è una gran confusione e la democrazia si affievolisce.

Oggi, c’è davvero sulla scena un leader carismatico? Forse che Zingaretti, Conte, Di Maio, Di Battista, Salvini o Meloni sono, dal punto di vista del carisma, meglio di un Calenda? Diciamo la verità: oggi non c’è nell’offerta politica una personalità debordante tale da procurare voti sulla base di una delega di fiducia alla persona.

I giornali, i media in genere, che fino all’estate erano stati di bocca buona, che avevano assecondato tutto, ma proprio tutto quello che veniva deciso e poi attuato, adesso hanno capito l’antifona e non si accontentano più.

La candidatura a Roma di Calenda può sparigliare i giochi a livello nazionale. Se corre da solo drena voti al centrosinistra, se appoggiato dal PD apre un contenzioso in maggioranza tale da destabilizzare il governo.

Per il popolo ebraico la memoria è un imperativo assoluto, è parte essenziale della sua identità. Non è così per i non ebrei. Del terrorismo abbiamo una memoria frammentata, divisa, non organica né unitaria. Una cosa è il ricordo, un’altra la memoria. Abbiamo dei ricordi, non una memoria.

Arthur Koestler, scrittore ungherese naturalizzato inglese, è stato l’autore di “Buio a mezzogiorno”, un romanzo di forte denuncia del regime staliniano e , più in generale, di ogni sistema politico che nega la libertà dell’individuo.
