“CRAXI: RIFORMISMO, EUROPA, INGIUSTIZIA”
Intervento per il Convegno del 20 gennaio su “Attualità del pensiero politico di Bettino Craxi” con la partecipazione di Claudio Signorile e Fabrizio Cicchitto insieme a Bobo e Stefania Craxi.
Ugo Finetti, giornalista, direttore di Critica sociale, è stato un esponente di primo piano del PSI, ricoprendo vari incarichi nel Consiglio comunale di Milano e in Regione Lombardia. È stato anche commissario della Biennale di Venezia e consigliere del Teatro alla Scala. Caporedattore Rai dal 1978 al 2008, ha realizzato inchieste e reportage in vari paesi europei.
Tra i suoi libri: “Libro bianco sulla crisi socialista” (1972), “Il dissenso nel Pci” (1978), “La partitocrazia invisibile” (1985), “La Resistenza cancellata” (2003), “Togliatti e Amendola. La lotta politica nel Pci” (2008), “Storia di Craxi”. Miti e realtà della sinistra italiana (2009), “Botteghe Oscure. Il PCI di Berlinguer & Napolitano” (2016).
Dal 2011 al 2014 è stato Presidente dell’Istituto per la Scienza dell’Amministrazione Pubblica (ISAP).

Intervento per il Convegno del 20 gennaio su “Attualità del pensiero politico di Bettino Craxi” con la partecipazione di Claudio Signorile e Fabrizio Cicchitto insieme a Bobo e Stefania Craxi.

L’antifascismo usato come legittimazione – anzi del primato democratico - del comunismo e delegittimazione – dopo l’estromissione dei comunisti nel 1947 – dei governi successivi secondo il teorema della “Resistenza tradita”

Risponde Ugo Finetti, giornalista, direttore di Critica Sociale. La vera “diversità” da esaltare del comunismo italiano non è quella verso il Pcus in quanto dal 1944 è cresciuto in una democrazia occidentale in continuo confronto polemico e di collaborazione con cattolici, socialisti e liberal-democratici.

Dopo i segretari nazionali, Amendola è indubbiamente la figura più rilevante nella storia del PCI. La sostanza della sua eredità è nella necessità di innovazione e nell’inconciliabilità tra sinistra di governo e sinistra antagonista.

Il 25 aprile noi celebriamo non la Liberazione, ma solo una delle sue componenti: la Resistenza. Ma anche così la festa ha, per l’Italia, un’importanza fondamentale.
