Il triplo errore della Lega
Sarà Susanna Ceccardi la sfidante in Toscana di Eugenio Giani. Una scelta radicale che, oltre ad essere perdente in partenza, potrebbe avere conseguenze molto negative per lo schieramento guidato da Salvini.

Sarà Susanna Ceccardi la sfidante in Toscana di Eugenio Giani. Una scelta radicale che, oltre ad essere perdente in partenza, potrebbe avere conseguenze molto negative per lo schieramento guidato da Salvini.

Con le politiche del 2018 è iniziata la corsa dell’Italia verso il baratro. Il successo dei grillioti ha portato a provvedimenti dannosi e cervellotici e le loro politiche hanno contagiato tutti i partiti. Risalire la china non sarà facile.

La vera sfida è far crescere nel paese una nuova cultura liberalsocialista, che non ha mai avuto dignità politica né nella prima, né nella seconda né nella terza repubblica. Solo così si potrà avere un Paese moderno, efficiente e più giusto.

Riforma delle istituzioni e rilancio dell’economia attraverso il lavoro e non i sussidi. Non ci sono altre strade per far uscire il Paese dalle secche. Renzi, se non altro, ha avuto il merito di indicare la strada. Ora va costruito uno schieramento ampio.

Una parte del PD è “grillina” per storia e natura. Avere mandato a processo il capo dell’opposizione è stato un errore imposto dal giustizialismo imperante.

Sulla prescrizione Renzi sta ricostruendo la sua immagine di leader liberale. Più lo scontro si fa duro, più l’ex leader può rafforzare il suo progetto di “nuovo grande centro”

Con le dichiarazioni di Salvini, Borghi, Giorgetti e Bagnai, che sull’Europa si contraddicono a giorni alterni, il Carroccio non riesce proprio a prendere una posizione credibile sul piano internazionale

Il linguaggio dell’odio è stato sempre, per lo più, una specialità della comunicazione politica comunista. È stato inventato dal Pci negli anni del dopoguerra. Era uno strumento per delegittimare moralmente e gli avversari

Bonaccini ha vinto per il “buongoverno” e per la politicizzazione dello scontro. Ora la sfida per il PD è proprio questa: conciliare la buona amministrazione con una chiara visione di futuro.

La riforma Bonafede è sbagliata e ingiusta. Il PD deve fare tutto il possibile per correggere questa stortura. È una questione di giustizia e di civiltà. Non ci può essere l’una senza l’altra.

Anche prima della debacle elettorale i 5Stelle davano l’impressione di essere sul punto di evaporare. Il clamoroso fallimento di un programma solo populista.

Si parte dalla Puglia, con un candidato comune fra Renzi, Calenda e Bonino, più per necessità che per convinzione. Invece la strada è proprio quella. Contro populismo, assistenzialismo e incompetenza un grande progetto di rinascita basato su sviluppo, libertà, giustizia e merito.

L’appello di un giovane consigliere comunale contro ogni forma di populismo, di destra e sinistra, e ogni tipo di assistenzialismo. Per un’Italia del merito, della responsabilità e del lavoro.
