Ma quale crescita?
Nonostante il battage pubblicitario del governo l’incremento del Pil dell’ 0,2%, registrato nel I trimestre, non rappresenta nessuna svolta. E’ sotto la media degli ultimi anni ed è dovuto alla componente estera.

Nonostante il battage pubblicitario del governo l’incremento del Pil dell’ 0,2%, registrato nel I trimestre, non rappresenta nessuna svolta. E’ sotto la media degli ultimi anni ed è dovuto alla componente estera.

Il falso ottimismo del Governo tra misure cervellotiche e congiuntura internazionale. Nuova bocciatura dalla UE: deficit e debito saliranno in modo consistente.

Negli ultimi tre anni la spesa effettiva per investimenti pubblici è stata sempre inferiore a quanto programmato dai governi. Anche nel triennio 2019-2021, si confermerà questo scarto. Fra le cause: vincoli di bilancio, limiti decisionali della politica, scarsità di progetti e di competenze.

Con gli accordi sottoscritti l’Italia corre il pericolo di consegnare al gigante asiatico asset strategici. In sede europea siamo stati i soli, insieme alla Gran Bretagna, ad astenersi sulle misure per il controllo degli investimenti di Paesi terzi.

All’opposizione di questa maggioranza e di questa opposizione, secondo una celebre frase di Pannella. E’ indispensabile privilegiare la strategia sulla tattica, senza avere troppa fretta di tornare al governo.

Governo sempre più diviso e tenuto insieme solo dal “contratto”. Ma anche in caso di voto anticipato, la possibilità per la sinistra di tornare al governo è subordinata solo ai ricatti dei 5Stelle.

Vince le elezioni il Partito Socialista ma non conquista la maggioranza. Difficile per ora dare vita ad una coalizione. Fra le prime ipotesi anche un governo di minoranza di soli socialisti.

Il 25 aprile noi celebriamo non la Liberazione, ma solo una delle sue componenti: la Resistenza. Ma anche così la festa ha, per l’Italia, un’importanza fondamentale.

Contro i cambiamenti e per l’identità. Sono queste le carte vincenti del governo gialloverde che punta a togliere le questioni economiche dall’agenda politica.

L’economia va a rotoli. Entro tre mesi servono scelte radicali e coraggiose. La Lega è tentata di andare al voto ad ottobre per non ammettere il fallimento e cercare di dar vita, con la Meloni, ad una maggioranza di stampo sovranista.

Con il provvedimento del Governo si rischia di favorire gli investitori consapevoli dei rischi rispetto ai risparmiatori non correttamente informati. Era più giusto decidere caso per caso attraverso commissioni arbitrali o sezioni speciali dei tribunali.

La lunga strana vita della legge urbanistica del ’42 può essere letta come un paradigma della politica italiana, dei suoi tentativi di riscossa e delle sue mortificazioni.

Le bizze di Trump e le mancate promesse di Salvini spingono in alto il prezzo di benzina e gasolio. Pesanti le ricadute su un’economia già in affanno.
