Lo sviluppo della Toscana
L’economia di Firenze è in linea con le aree più sviluppate del Paese, non così il resto della Toscana. Limiti alla crescita: la dimensione delle imprese e la scarsa propensione allo sviluppo nell’alta tecnologia.

L’economia di Firenze è in linea con le aree più sviluppate del Paese, non così il resto della Toscana. Limiti alla crescita: la dimensione delle imprese e la scarsa propensione allo sviluppo nell’alta tecnologia.

Nostra intervista con l’on. Sandro Gozi che si candida alle Europee nelle liste di Macron. L’Europa ha bisogno di uscire dallo status quo e per farlo servono leader, come il Presidente francese, che guardano al futuro.

Il 26 aprile di 33 anni fa il disastro di Chernobyl, il più grave incidente nucleare mai verificatosi. Fu il primo segnale che l’URSS era un castello di carte che non poteva più reggere.

La Brexit non cambierà di molto il ruolo e la cultura di Londra. Ma le modalità della sua realizzazione possono stravolgere il sogno europeo. L’importanza, per l’ Europa, di una nuova classe dirigente.

Clima politico molto incerto in Spagna in vista del voto del 28 aprile. I sondaggi premiano il PSOE ma per il gioco delle alleanze sono possibili anche maggioranze di centro e di destra.

Il diritto penale sempre più lontano dai principi liberali e democratici della Costituzione. La genericità delle fattispecie un pericolo per il cittadino. Sbagliata anche la riforma della prescrizione.

“Paesaggi d’autore in Toscana” di Massimo Gregorini e Mariella Zoppi riporta l’attenzione sul rapporto che si crea fra un’opera d’arte e il luogo che la ospita. Una peculiarità, quella del museo diffuso, tipica della Toscana.

Le proposte gialloverdi sulla famiglia ci riportano indietro di decenni. Il ddl Pillon penalizza donne e minori. Le ambiguità della figura del “mediatore familiare”.

L’Italia sta perdendo il controllo dei conti pubblici. In autunno il conto della Commissione europea sarà salato. Forse i partiti di governo puntano a lasciare un’eredità devastante per tornare a lanciare anatemi dall’opposizione.

L’economia sta andando a rotoli ma il Governo punta ancora sulla spesa improduttiva. E’ l’esatto contrario di quello che serve. La resa dei conti arriverà a settembre.

Dal voto del 26 maggio dipenderà il rilancio o l’aggravarsi della crisi dell’Europa unita. Solo con un’Europa più forte e più unita potremo dire la nostra nello scenario globale.

Situazione economica sempre più preoccupante. Nuovo record del debito pubblico, crollo della produzione industriale, diminuzione delle entrate fiscali. Speriamo che il 2019, anno “bellissimo”, finisca presto.

L’indifferenza all’equilibrio dei conti pubblici è una costante della politica italiana. Quando i nodi arriveranno al pettine, saranno i meno abbienti a pagare il conto. Ma, purtroppo, anche la sinistra fa orecchie da mercante.
