Una Repubblica di task force
Ormai, per la guida del Paese, abbiamo più esperti che parlamentari. La politica è scomparsa e la teoria dell’”uno vale uno” è andata in soffitta. Ma il risultato è una gran confusione e la democrazia si affievolisce.

Ormai, per la guida del Paese, abbiamo più esperti che parlamentari. La politica è scomparsa e la teoria dell’”uno vale uno” è andata in soffitta. Ma il risultato è una gran confusione e la democrazia si affievolisce.

Oggi, c’è davvero sulla scena un leader carismatico? Forse che Zingaretti, Conte, Di Maio, Di Battista, Salvini o Meloni sono, dal punto di vista del carisma, meglio di un Calenda? Diciamo la verità: oggi non c’è nell’offerta politica una personalità debordante tale da procurare voti sulla base di una delega di fiducia alla persona.

I giornali, i media in genere, che fino all’estate erano stati di bocca buona, che avevano assecondato tutto, ma proprio tutto quello che veniva deciso e poi attuato, adesso hanno capito l’antifona e non si accontentano più.

La candidatura a Roma di Calenda può sparigliare i giochi a livello nazionale. Se corre da solo drena voti al centrosinistra, se appoggiato dal PD apre un contenzioso in maggioranza tale da destabilizzare il governo.

Per il popolo ebraico la memoria è un imperativo assoluto, è parte essenziale della sua identità. Non è così per i non ebrei. Del terrorismo abbiamo una memoria frammentata, divisa, non organica né unitaria. Una cosa è il ricordo, un’altra la memoria. Abbiamo dei ricordi, non una memoria.

Arthur Koestler, scrittore ungherese naturalizzato inglese, è stato l’autore di “Buio a mezzogiorno”, un romanzo di forte denuncia del regime staliniano e , più in generale, di ogni sistema politico che nega la libertà dell’individuo.

L'elegia l'avevo scritta come prima esplorazione del luogo in cui volevo ambientare buona parte del romanzo "Le vite potenziali" a cui allora stavo lavorando. L'intenzione era quella di vedere se le contraddizioni di Marghera avrebbero provocato sulla pagina le stesse scintille cui mi sembrava dessero vita nella realtà.

Ai giovani va spiegato cosa ha significato per l’umanità la scoperta dei vaccini contro il vaiolo, la poliomielite, il morbillo ecc. Così sarebbero in grado di giudicare i messaggi anti-vaccini dei vari guru, profeti ed esperti fai-da-te che riempiono la rete.

Secondo un recente studio del Fondo Monetario Internazionale, il rischio che la paura congeli la mobilità, e la mancanza di mobilità spenga l’economia, è molto forte. Se la paura non scende sotto un certo livello, è inutile illudersi che l’economia riparta.

Impreparazione e improvvisazione, annunci mediatici, superficialità e spregiudicatezza. Queste le caratteristiche dell’azione di governo. Intanto si discute della Messa di Natale mentre migliaia di persone si ritrovano al San Paolo per ricordare Maradona.

La realtà dei fondi europei per l’Italia è molto diversa da quello che racconta il governo. Il processo decisionale è lento e noi siamo ancora più lenti nella capacità di spesa. E’ urgente riconsiderare il MES.

Indipendentemente dalle ragioni, il MES non ha avuto successo. Forse è arrivato il momento di prenderne atto e convogliare quelle risorse su altri strumenti, magari lo stesso Recovery Fund.

Invece del “lavorare meno per lavorare tutti”, proposto da Landini, bisogna investire su di un sistema di servizi alle famiglie e alle persone non autosufficienti che dia lavoro ai giovani e favorisca quello delle donne.
