Che Dio ci aiuti
Il governo è politicamente morto. La maggioranza esiste solo sulla carta e non importa se regge per mancanza di alternative o di coraggio. Il risultato è lo stesso. Il Paese è allo sbando. Ma Arcuri rassicura: siamo pronti.

Il governo è politicamente morto. La maggioranza esiste solo sulla carta e non importa se regge per mancanza di alternative o di coraggio. Il risultato è lo stesso. Il Paese è allo sbando. Ma Arcuri rassicura: siamo pronti.

I guai maggiori il vecchio Pci li ha fatti da morto. Quando non si è voluto concedere una naturale evoluzione socialdemocratica. Ha preferito vie confuse e pasticciate alle quali si deve, oggi, se l’Italia è in un vicolo cieco.

Al convegno on line della Fondazione Italiani Europei sul futuro della sinistra l’ex segretario D’Alema ha detto che i progressisti non devono inseguire il sogno della vocazione maggioritaria ma delimitare il perimetro del loro consenso. Ma è proprio così?

Le barricate del Governo contro la scalata di Mediaset da parte della francese Vivendi sono la nuova manifestazione di un’antica dannosissima chiusura contro l’internazionalizzazione della nostra economia.

La guerra aeroportuale fra Firenze e Pisa è un errore strategico che avvantaggia solo Bologna e Roma. Un intervento di Mauro Grassi e Matteo Tortolini nel dibattito aperto dal quotidiano Il Tirreno.

La narrazione che della Resistenza è stata nel dopoguerra ha privilegiato il ruolo delle Brigate Garibaldi e di quelle azioniste rispetto a quelle autonome che avevano un carattere essenzialmente militare. Un libro di Piffer ne ripercorre le vicende.

La decisione del Consiglio europeo di sancire la terzietà della Corte di Giustizia in materia di rispetto dei principi dello Stato di diritto dei Paesi membri segna una svolta epocale che vede Angela Merkel vincere su Viktor Orban.

Giorni e giorni di discussioni. Finalmente sembra arrivata la decisione sul Natale. Ma già si ipotizzano le eccezioni. I provvedimenti si affastellano gli uni sugli altri e la confusione regna sovrana.

Quatti, quatti, si son rifatti l’IRI, la Cassa per il Mezzogiorno e anche la Gepi. Tutte scelte portate avanti senza nessuna decisione del Parlamento. E naturalmente aumentano a dismisura i posti a disposizione degli amici degli amici delle varie correnti di potere.

Merito e talento non sono di casa nella PA italiana. Prevale un legame patologico fra politica e amministrazione. È indispensabile far rinascere quel Civil Servant che non serva il politicante di turno ma metta le sue capacità al servizio della collettività.

Su IMF Blog del 19 novembre 2020 Peter Breuer e Charles Cohen, della Divisione dei mercati dei capitali di debito, hanno affrontato il tema del debito pubblico con particolare riferimento ai paesi a basso reddito ed ai mercati emergenti.Sono come di rito opinioni degli autori che con impegnano il Fondo Monetario internazionale ma è sembrato utile offrire la traduzione di un ampio estratto dell’articolo (traduzione a cura di Luciano Pallini).

Superata, come avevamo previsto, la falsa tempesta sul MES, grazie ad una mozione scritta in modo da accontentare tutti. Ora il Governo litiga su chi dovrà spendere i soldi europei. Silenzio assoluto invece sul come quei soldi andranno spesi.

Con la vicenda del MES Conte si è preso il Movimento. Una svolta che riporta i 5 Stelle al centro dello scacchiere politico. Alessandro Di Battista tace e Salvini prenota un posto nel Conte-ter.
