Primi vagiti della “cosa” di Landini
La CGIL punta a trasformarsi in un soggetto politico. Già nel mitico comizio a piazza del Popolo Landini illustrò una presa di posizione dura, circostanziata e puntuta contro il Governo Draghi

La CGIL punta a trasformarsi in un soggetto politico. Già nel mitico comizio a piazza del Popolo Landini illustrò una presa di posizione dura, circostanziata e puntuta contro il Governo Draghi

Noi oggi consideriamo “eroi” i giudici Falcone e Borsellino, ma non possiamo scordare che tali divennero soltanto dopo la loro morte. In vita erano stati vittime di veleni, sospetti e maldicenze tali da alimentare l’intreccio che portò alla loro fine.

Prende corpo la tesi di una influenza di Mosca sulla crisi italiana. L’ipotesi rilanciata dall’intervista di un ex dirigente del SISMI. Lo strano atteggiamento dei media italiani che preferiscono dare voce agli esponenti del regime invece che ai giornalisti dissidenti.

Un po’ per necessità e un po’ per convinzione i Dem continuano a rincorrere i grillini. Non hanno il coraggio di abbandonare il “campo largo” perché di fatto dovrebbero ammettere che aveva ragione Renzi.

Il tentativo di giocare la carta di un “Governo alieno”, sostenuto dalla credibilità internazionale ma mai fino in fondo “digerito” dal corpaccione nazionale è fallito. E non poteva metterlo in discussione se non il partito più rappresentativo dell’Italia del “disimpegno e dell’incapacità”.

Più in là di Conte, in uno spazio ideologico indefinibile e che rasenta l’irrazionalismo, ci sono solo Di Battista, Carlo Freccero e gli anarchici no Tav. Ma a differenza degli altri, che se li filano sono gli aficionados, l’avvocato del popolo Conte è davvero pericoloso

Che sia proprio Giuseppe Conte una delle cause primarie del declino dei 5Stelle? Il guaio è che l’alternativa Di Battista, fan di Mosca e Pechino, è anche un pericolo per la sicurezza nazionale.

Qualunque sia la scelta sulla partecipazione al Governo, il M5S è destinato all’irrilevanza. E’ saltato anche il tentativo, goffo, di farsi interprete delle istanze sindacali.

Che un ottimo giornalista di provenienza comunista, come Sansonetti, parli della necessità per l’Italia attuale di una sinistra radicale e liberale non deve sorprendere. Rivela ancora l’insopprimibile tabù: dirsi socialista.

Dalla presidenza Obama a quella Trump le due ali estreme dello schieramento politico-culturale statunitense si sono definitivamente espanse e dispiegate. Le posizioni di centro e moderate ne sono risultate oscurate.

43 anni fa l’omicidio di Giorgio Ambrosoli. Il nostro Paese comincerà a cambiare quando saremo in tanti a ricordare Ambrosoli, imitandone il rispetto per l’onestà e le istituzioni repubblicane.

Conte sa bene di essere caduto dalla padella nella brace e, come un pesce nella rete, tenta di dimenarsi per trovare una via d’uscita che neppure Beppe Grillo ha potuto assicurargli. E Draghi non offre scuse.

Non ha alcun senso considerare tutti i non allineati come potenzialmente un unico polo, il mitico “terzo polo”. Resta però il fatto che in questo Paese c’è assoluta necessità di una forza che proponga agli elettori una prospettiva alla soffocante alternativa delle due coalizioni che oggi si fronteggiano.
