Ego te baptizo piscem
Siamo alla fanta-economy. I gialloverdi, rispolverano un’antica usanza della Chiesa, cambiano nome alle cose per far vedere che mantengono la parola data. Purtroppo il conto di tanta cialtroneria lo dovremo pagare noi.

Siamo alla fanta-economy. I gialloverdi, rispolverano un’antica usanza della Chiesa, cambiano nome alle cose per far vedere che mantengono la parola data. Purtroppo il conto di tanta cialtroneria lo dovremo pagare noi.

Per il Censis l’Italia è “stritolata dal dumping europeo”. Ma questo è vero solo se puntiamo a competere con i Paesi meno avanzati non con quelli più sviluppati.

Nonostante il battage pubblicitario del governo l’incremento del Pil dell’ 0,2%, registrato nel I trimestre, non rappresenta nessuna svolta. E’ sotto la media degli ultimi anni ed è dovuto alla componente estera.

Il falso ottimismo del Governo tra misure cervellotiche e congiuntura internazionale. Nuova bocciatura dalla UE: deficit e debito saliranno in modo consistente.

Negli ultimi tre anni la spesa effettiva per investimenti pubblici è stata sempre inferiore a quanto programmato dai governi. Anche nel triennio 2019-2021, si confermerà questo scarto. Fra le cause: vincoli di bilancio, limiti decisionali della politica, scarsità di progetti e di competenze.

L’economia va a rotoli. Entro tre mesi servono scelte radicali e coraggiose. La Lega è tentata di andare al voto ad ottobre per non ammettere il fallimento e cercare di dar vita, con la Meloni, ad una maggioranza di stampo sovranista.

Con il provvedimento del Governo si rischia di favorire gli investitori consapevoli dei rischi rispetto ai risparmiatori non correttamente informati. Era più giusto decidere caso per caso attraverso commissioni arbitrali o sezioni speciali dei tribunali.

Le bizze di Trump e le mancate promesse di Salvini spingono in alto il prezzo di benzina e gasolio. Pesanti le ricadute su un’economia già in affanno.

L’economia di Firenze è in linea con le aree più sviluppate del Paese, non così il resto della Toscana. Limiti alla crescita: la dimensione delle imprese e la scarsa propensione allo sviluppo nell’alta tecnologia.

L’Italia sta perdendo il controllo dei conti pubblici. In autunno il conto della Commissione europea sarà salato. Forse i partiti di governo puntano a lasciare un’eredità devastante per tornare a lanciare anatemi dall’opposizione.

L’economia sta andando a rotoli ma il Governo punta ancora sulla spesa improduttiva. E’ l’esatto contrario di quello che serve. La resa dei conti arriverà a settembre.

Situazione economica sempre più preoccupante. Nuovo record del debito pubblico, crollo della produzione industriale, diminuzione delle entrate fiscali. Speriamo che il 2019, anno “bellissimo”, finisca presto.

L’indifferenza all’equilibrio dei conti pubblici è una costante della politica italiana. Quando i nodi arriveranno al pettine, saranno i meno abbienti a pagare il conto. Ma, purtroppo, anche la sinistra fa orecchie da mercante.
