Il modo sbagliato di discutere della riforma elettorale
È sconcertante che le scelte riguardanti il sistema di voto siano discusse guardando soltanto alla contingenza. Perché dobbiamo preferire il modello francese.

È sconcertante che le scelte riguardanti il sistema di voto siano discusse guardando soltanto alla contingenza. Perché dobbiamo preferire il modello francese.

Un appello di cinque intellettuali, Carlo Fusaro, Pietro Ichino, Claudia Mancina, Enrico Morando e Giorgio Tonini, a favore di una legge elettorale condivisa e che rispetti il principio che è l’elettore a scegliere il governo.

SoloRiformisti celebra il “Giorno del Ricordo” riportando l’intervento che, in occasione delle ricorrenza, fece nel 2008 l’allora Presidente della Repubblica, Ciampi. La memoria serve ad evitare che le tragedie del passato si ripetano in futuro.

Con questa intervista di Luciano Pallini al Prof. Ciuffoletti chiudiamo la lunga serie dedicata alla storia del formarsi dell'Unione Europea, nel contesto dei grandi cambiamenti a livello internazionale e con un occhio ai riflessi in Italia.

Storica vittoria del Senegal in Coppa d’Africa. Per noi italiani questo successo ha un sapore particolare, vista la vicinanza che sentiamo verso un popolo la cui giovialità e gentilezza abbiamo imparato a conoscere anche grazie al fenomeno dell’immigrazione.

Sulla proposta di Carlo Rubini di organizzare un convegno, meglio se internazionale, sul tema dei Diritti e delle libertà negate nel mondo. L'iniziativa per riprendere la fortunata formula della Biennale del Dissenso del 1977.

In occasione dell’anniversario della morte di Fëdor Dostoevskij riprendiamo dal sito SettimanaNews la prima parte dell’intervista di Giordano Cavallari al Prof. Danilo Breschi. Pubblicheremo la seconda parte in un prossimo numero. Sia il Prof. Breschi che il Dott. Cavallari ci hanno autorizzato alla pubblicazione.

La riforma costituzionale appare un atto dovuto piuttosto che una rivoluzione. Tuttavia, si possono sottolineare anche alcuni passaggi che aprono a prospettive più impegnative.

A 30 anni di distanza da Tangentopoli, SoloRiformisti pubblica, in una serie di tre articoli, una ricostruzione e una riflessione del Prof. Ciuffoletti. In questo primo contributo i fatti e il clima di quel 1992.

La conferma della coppia Mattarella-Draghi al vertice dello Stato fa bene al Paese. La Destra si frantuma e, con la disintegrazione del M5S, torna possibile un asse di Centro-Sinistra, unica realtà politica uscita in modo decente dalla caotica vicenda
La rielezione di Mattarella, visti gli errori fatti, è stata una scelta obbligata. Il Presidente della Repubblica doveva risultare da una convergenza dei due blocchi principali e non doveva apparire come uno “sgarbo” al Presidente del Consiglio Draghi. Questa era l’unica possibilità reale. e, in questo caso, coincideva anche con l’interesse del paese.
“Nella salvaguardia dei principi, irrinunciabili, di autonomia e di indipendenza della Magistratura l’ordinamento giudiziario e il sistema di governo autonomo della Magistratura devono corrispondere alle pressanti esigenze di efficienza e di credibilità”
Tutto in salito il cammino del governo Draghi. I malumori lasciati dalla corsa al Colle si sommano all’anno pre-elettorale durante il quale tutti i partiti cercheranno di tirare la coperta dalla loro parte. E per di pù incombono le amministrative e i referendum.
