L’ora più buia
La storia non si ripete, però non è lo stesso presidente bielorusso Lukašėnka a dire di ispirarsi a Hitler e a Stalin? Evidentemente vede ora nel suo burattinaio Putin una sintesi dei due.

La storia non si ripete, però non è lo stesso presidente bielorusso Lukašėnka a dire di ispirarsi a Hitler e a Stalin? Evidentemente vede ora nel suo burattinaio Putin una sintesi dei due.

Il primo errore di Lavrov è stato quello di ritirare fuori lo stereotipo dello Zelensky nazista cui non ha mai creduto nessuno. E poi di associarlo con la parola ebreo, occhieggiando a chi gli ebrei non li ha simpatici, e ce ne sono parecchi.

All’Unione europea non si addice un ruolo gregario sulla scena internazionale. La lotta alla pandemia e ora l’impegno per la fine della guerra in Ucraina testimoniano della necessità di una maggiore coesione.
Conte, dopo l’attacco di Draghi al superbonus: “Dicono che il M5s voglia uscire dal governo, ma inizio a pensare che qualcuno voglia spingerci fuori. Se è così si dica chiaramente” . Si, andate fuori

Stiamo probabilmente entrando in una nuova fase della storia: l’era della globalizzazione, basata su una standardizzazione di produzioni just in time, spesso effettuate sui mercati a più basso costo della manodopera,sembra ormai tramontata. Un condiviso sistema di scambi internazionali aveva ridotto nel passato il rischio di inefficienze nella gestione delle scorte e il progresso tecnologico garantiva prezzi di vendita …

n questo giorno non si festeggia una vittoria militare: la guerra, in Italia, terminò infatti il 3 maggio. Si festeggia una riscossa civile. Come disse Piero Calamandrei “il carattere che distingue la Resistenza da tutte le altre guerre… è stato quello di essere più che un movimento militare, un movimento civile”.
Il mitico Alessandro Di Battista, anima verace dei 5Stelle, ha deciso di mettere a frutto il suo talento. Tiene un corso di comunicazione politica su internet, naturalmente a pagamento. Sembra stia riscuotendo un meritato successo. Se con tutte le fregnacce che dice riesce ancora a farsi intervistare, vuol dire che è davvero un maestro

Sarebbe importante che questo 25 Aprile registrasse la ripresa di un concreto europeismo. Nell’esaltare le date che hanno contrassegnato la sconfitta del nazifascismo questa dimensione europea è stata sempre sottaciuta e sminuita.

Chiediamo a Damiano dei Maneskin di mettersi un paio di pantaloni normali e delle scarpette da ginnastica al posto dei tacchi a spillo, e di andare alla sfilata del 25 aprile nella Capitale. E di ripeterlo lì il suo grido coraggioso e rabbioso: “Ucraina libera, fuck Putin”.

Una chiave di lettura di due tra gli eventi catastrofici maggiori di questo secolo, come forme di resistenza alla globalizzazione da parte dei sistemi socio-culturali meno evoluti

Questo ciclo globale, che ha creato una prosperità senza precedenti a livello mondiale, ma anche nuovi tipi di disparità, è durato un quarantennio e ora, con la guerra, rischia di fluttuare nella direzione opposta.

Il sindacato si identifica nell’angoscia del popolo cui si rivolge e indica il conflitto sociale come unica strada per una soluzione possibile dei problemi dell’economia e del lavoro. Ma senza confrontarsi con la realtà vera, rischia solo di essere relegato a comparsa.

Con tre commi dell’art. 1 della legge 234/2021 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2022 e bilancio pluriennale per il triennio 2022-2014) viene, ulteriormente, riformata la partecipazione degli azionisti al capitale sociale della Banca d’Italia.
