C’ERA UNA VOLTA IN AMERICA
Il finale di “c’era una volta in America” è piuttosto tragico e simboleggia un passato che non tornerà più.
Alviero Laureato con lode in Economia e alunno dell’Almo Collegio Borromeo, ha studiato e lavorato per alcuni anni all’estero. Master post laurea in “Contabilità e Finanza”, esperto di consulenza finanziaria e gestione del portafoglio, è stato manager nell’area dei mercati finanziari in alcuni dei principali gruppi bancari italiani e internazionali. Docente in alcuni Master post laurea, per diletto si appassiona di arte ed è autore di numerosi studi di economia e finanza dell’arte. Autore di numerose pubblicazioni, è stato insignito della Medaglia Laurenziana per la divulgazione di contenuti tematici innovativi a livello nazionale e vincitore del Premio Spoleto Festival Art 2016. Si interessa anche di politica, ma non ha vinto nessun premio. Ha una compagna e due figli che gli danno molta soddisfazione, a differenza della sua squadra del cuore… ma si sa che il cuore ha le sue ragioni, che la ragione non conosce.

Il finale di “c’era una volta in America” è piuttosto tragico e simboleggia un passato che non tornerà più.

Qualunque mercato più che sulla quantità di denaro che riesce ad attrarre si fonda su un concetto ancora principale, che è quello della fiducia.

L’arte non è un bene rifugio; l’arte è assolutamente volatile, nel bene e nel male. E poiché appartiene ad un mercato non regolamentato negli scambi la volatilità si amplia a dismisura.

Trump è dunque un pazzo o segue un piano ben preciso? Personalmente non penso che sia così sprovveduto e si stia piuttosto comportando come un abile giocatore di poker, che sa di avere delle buone carte in mano.

La Banca Mondiale nel 2023 ha dichiarato che già il 2,5% della popolazione mondiale vive al di fuori della sua zona di origine e tale numero tenderà ad aumentare sensibilmente nei prossimi anni

Un quadro non certo incoraggiante. L’unico conforto, almeno per noi italiani, è che il BelPaese sembrerebbe aver acquisito negli ultimi anni una patente di stabilità a livello internazionale.

Chi potrebbe trovarsi senza ombrello se invece nuvoloni neri si addensassero nel cielo?

Il nuovo premier francese Barnier ha usato toni gravi per esprimere la serietà della situazione: «Il nostro colossale debito pubblico è sulle nostre teste come una spada di Damocle, senza una correzione il paese «finirà sull’orlo del precipizio».

“l’oro adora le brutte notizie”?

la corsa del metallo giallo prosegue spedita segnando nuovi massimi e consacrandosi come bene rifugio per eccellenza

Il fenomeno del turismo eccessivo viene definito “Overtourism” e ci spiega come un eccesso di domanda turistica può deteriorare la qualità della vita della popolazione residente e la perdita di autenticità della cultura locale.

Che piaccia o no, l’Italia è il Paese maggiormente esposto a una (eventuale) crisi istituzionale francese.

“Ai tempi della Lira costava tutto la metà!” L’abbiamo sentita tutti questa affermazione e probabilmente, in molte occasioni, l’abbiamo anche sostenuta ed avvallata. Molti ancora oggi individuano nella scelta della moneta unica l’inizio della nostra “decrescita infelice”. Non ho la presunzione di trattare in poche righe una vicenda così annosa, che non ha, tra l’altro, …
