IL FASCINO INDISCRETO DELLE POLITICHE INDUSTRIALI [25]
I sintomi della deindustrializzazione toscana non sono certo un fenomeno recente.
MENÙ À LA CARTE PER LA DEINDUSTRIALIZZAZIONE TOSCANA [1]
È cambiato il modo di “fare impresa”. Va ripensato anche il modello toscano dei distretti. Sempre più indispensabile mettere in cantiere una nuova politica industriale.
POLITICHE INDUSTRIALI, ECCELLENZE E PARTENARIATO
I protagonisti dei tavoli partecipativi o di concertazione tra istituzioni, associazioni di imprese e organizzazioni sindacali fino a che punto hanno operato per sanare la fragilità del modello estensivo di sviluppo dell’industria toscana?
QUANTA VOGLIA C’È IN TOSCANA DI RINCORRERE LE REGIONI PIÙ DINAMICHE?
Solo Riformisti, con il workshop “Territorio, Economia e Lavoro” (Pistoia, 3 dicembre), ha sollecitato un poliedrico gruppo di esperti, amministratori e rappresentanti dei corpi intermedi a confrontarsi sulle “sfide della Toscana del futuro”.
Numeri in libertà nei report di impatto
Nessuno si illude che si possano quantificare con assoluta precisione i fenomeni; tuttavia, di fronte al bivio tra pretese di piena obbiettività e totale mancanza di solidi punti di riferimento ci sono varie opzioni per rasserenare il confronto.
Bollini di rating per contrastare l’overtourism
Le istituzioni si stanno rendendo conto che occorre intervenire nelle destinazioni dove la trasformazione degli appartamenti in host turistici ha stravolto il mercato immobiliare, esacerbato i problemi di emergenza abitativa e, soprattutto, allontanato i residenti.
Il futuro di Firenze, una riflessione
Per il passato poche ombre e molte luci. Due problemi su tutti, infrastrutture e turismo. Ora Firenze ha bisogno di spazi fisici e culturali e di possibilità combinatorie di nuovi driver da affiancare a quelli che hanno lastricato il rafforzamento degli ultimi anni.
I distretti tra mano invisibile e manager mediani
Alcuni distretti in Toscana hanno perso centralità, altri subito una metamorfosi ma, soprattutto, le loro posizioni nello scacchiere economico regionale sono scalzate da imprese medio grandi che operano prevalentemente in settori come meccanica, farmaceutica, elettronica, difesa e costruzione mezzi di trasporto.
Prato, laboratorio di politiche industriali
Attraverso le finestre che si apriranno grazie a cinque bandi distribuiti nei prossimi due anni, un numero variabile da 250 a 400 imprese tessili, sul totale delle circa 2.500 attive nel distretto, potranno attingere a 8 milioni di € di contributi a fondo perduto.
Quanto è green il marmo di Carrara?
La sfida della sostenibilità si gioca sul rapporto tra risorse naturali e consumi; un sistema sostenibile è quello che consente ad ogni generazione futura di stare bene quanto quella che l’ha preceduta. Nel caso delle Apuane non sembrano esserciapparenti problemi di esaurimento.
Prato, prospettive per il riciclo tessile
Il rischio per il distretto pratese è quello di restare ai margini delle grandi correnti che stanno soffiando sulle vele di tutto il sistema moda costretto a fare rapidamente i conti con la circolarità.
La moda toscana e le strategie UE
In Toscana la moda è uno dei settori con le migliori performance. E’ diminuito il tessile e cresciuti abbigliamento e pelletteria. Essenziale far sentire la voce del distretto a livello europeo.













