Il mondo dopo il virus
Che impatto avrà il coronavirus sul modello di società? Più stato, più mercato o una forma diversa di democrazia? O nuove forme di organizzazione sociale del tutto sconosciute alla riflessione filosofica del ‘900?

Che impatto avrà il coronavirus sul modello di società? Più stato, più mercato o una forma diversa di democrazia? O nuove forme di organizzazione sociale del tutto sconosciute alla riflessione filosofica del ‘900?

Due vicende fra loro molto diverse, il coronavirus e la tragedia al confine greco-turco, ci fanno riflettere sulla condizione umana. Viviamo in un mondo globale dove ci scopriamo insicuri e prede della paura.

Nostra intervista al Prof. Petretto sulle prime misure del Governo e sulla situazione economica al tempo del coronavirus. È essenziale scegliere bene la destinazione della spesa pubblica.

Paradossalmente, contro la globalizzazione il germe di dimensioni infinitesimali fa molto di più e più in fretta di tutti i gruppi di Al Qaeda e dell’Isis messi insieme.

Nel salotto di Vespa Renzi convince a metà. Accettabili i contenuti, meno convincente la sua corsa in solitario. Senza un più ampio schieramento riformista e liberaldemocratico l’ex leader riuscirà solo a sopravvivere.

Il centrosinistra non ha vinto in maniera tale da poter parlare di fine della crisi. L'alleato di Governo si è liquefatto. E resta il tema, rilevante, di una destra egemone nel paese. Il centrosinistra deve diventare una confederazione, ampia variegata e ricca di idee e sensibilità diverse.

Per gentile concessione del Prof. Mény, che ringraziamo sentitamente, pubblichiamo questo saggio apparso sul numero speciale di Politique européenne dedicato a “Le fédéralisme européenne” a cura di Giuseppe Martinico e Giacomo Delledonne.

Giornalista, manager e politico, Umberto Minopoli è uno dei più acuti osservatori della società italiana. SoloRiformisti lo ha intervistato a 360 gradi sulle potenzialità del nostro Paese e le tante anomalie, indotte dalla politica, che ne frenano la crescita.

Previsioni negative per l’economia italiana anche per l’anno appena iniziato. Nelle principali forze politiche manca la consapevolezza del declino del Paese e prevale una visione statalista e assistenzialista già fallita negli ani ’70.

L’Italia per risollevarsi ha bisogno di qualcuno che finalmente dica la verità al Paese, scrive sul Corriere Galli della Loggia. E’ anche il nostro auspicio e il nostro augurio per l’anno che sta per iniziare.

La nostalgia è il collante delle piazze delle sardine e di quelle del centro-destra. Nostalgia dei vecchi valori di una sinistra che non si poneva il problema del governo per le prime e nostalgia delle “certezze” del passato per le seconde. Ma da nessuna delle due arrivano indicazioni per il futuro.

Se facciamo saltare la ratifica del Meccanismo Europeo di Stabilità (MES) saremo i primi a pagarne le conseguenze. I mercati potrebbero rifiutare i nostri titoli.

Avanza una nuova Destra che chiede di governare e che in Italia potrebbe riuscire a farlo prima o dopo, senza incontrare grandi resistenze, data la clamorosa inconsistenza di ciò che le sta di fronte.
