REINDUSTRIALIZZAZIONE DELLA TOSCANA, APPUNTI SPARSI [24]
Dopo il 1989-1991 è cambiato un mondo. Non è stato distrutto un Muro.

Dopo il 1989-1991 è cambiato un mondo. Non è stato distrutto un Muro.

Anche rimanendo al solo concetto di infrastruttura, la situazione della Toscana non è né soddisfacente né sufficiente rispetto alle aspettative di imprese e cittadini.

Quando vi accorgerete che parlare di Ranucci e non di innovazione tecnologica e IA avrà reso l'Italia solo un luna park di antichità diroccate sarà troppo tardi.

La politica, per altro, è da sempre tentata dalla scelta di settori, tecnologie o filiere, ma prevedere dove insisterà maggiormente l’innovazione non è affatto facile.

Questa è la lettera che 125 firmatari (giornalisti, professori universitari, avvocati, imprenditori, politici fiorentini, cittadini toscani e non solo tra cui Luciano Pallini, Paolo Macry, Anna Paola Concia, Niram Ferretti, Riccardo Innocenti, Susanna Nirensztein, Grazia Carifi, Aldo Rosati, Carmen Del Monte, Corrado Besozzi, Emanuel Segre Amar…) hanno voluto inviare al Presidente della Regione Toscana dopo …

Se Putin rifiuta tre nomi non compromessi sarà chiaro a tutti che non vuole parlare con l'Europa.

Una riforma seria della scuola dovrebbe domandarsi prima di tutto che cosa accade realmente nelle scuole.

Servono due binari destinati a incontrarsi: infrastrutture e sistema produttivo.

Con i Comitati alle calcagna i Comuni disertano i tavoli di concertazione nel timore di apparire succubi degli investitori.

Forse varrebbe la pena guardare all’esperienza della Greater Manchester, una zona che ha subito le trasformazioni più tipiche delle società industriali.

L’approccio alla materia deve essere pragmatico, lontano dalle posizioni di chi auspica una drastica ed irrealistica riduzione dei rifiuti a monte.

Io non ho mai visto la decrescita di un Paese o di una società, che potesse definirsi "felice".

Una nomina che punta a promuovere un’immagine tradizionalista della fede, declinata potenzialmente in tutti i suoi aspetti, dai rapporti a dir poco altalenanti con papa Francesco, un gesuita argentino considerato non abbastanza ortodosso.
