RICONOSCERE LA PALESTINA?
È un gesto che danneggia la pace, non la avvicina.

È un gesto che danneggia la pace, non la avvicina.

Voglio far vedere a chi crede che tutte le foto su Gaza siano vere (e invece molte sono fatte dall'intelligenza artificiale) quanto è facile fare una immagine fotorealistica.

Mi annovero tra le persone pacifiche, ma non mi illudo: come Freud, penso che la guerra sia inestirpabile dalle possibilità sempre concretizzabili di Homo Sapiens.

È vero che di rilevante penalmente c’è poco o nulla ma è anche vero che comunque la situazione creatasi era perlomeno discutibile da tutti gli altri punti di vista.

“Città globale” significa essere sede attrattiva per corporation multinazionali e per istituzioni finanziarie, per attività di ricerca scientifica e di studi, per turismo.

Il finale di “c’era una volta in America” è piuttosto tragico e simboleggia un passato che non tornerà più.

Serve l’impegno quotidiano di ciascuno di noi. Perché la democrazia si difende non solo nei palazzi, ma nelle comunità, nei consigli comunali, nei luoghi di lavoro e di studio, ovunque si costruisca fiducia e dialogo

Il Mediterraneo odierno, con le sue caratteristiche multiformi, si proietta in una dimensione nuova, frutto della complicazione dei rapporti proprio tra Est ed Ovest e del riassetto geopolitico globale, diventando il crocevia delle connessioni tra il Nord e il Sud, lungo la rotta principale della prossima crescita mondiale.

Questo pacifismo universale europeo proietta il sogno di un mondo senza violenza, senza guerre, senza prepotenze e volontà di sottomissione su scala mondiale. Siamo stati abituati alla “pace gratis”.

Post da FB di Raphaël Glucksmann: Politico francese, Parlamentare europeo di Place Publique

Dall’attacco in Iran ai fondi a Gaza: l’Occidente non ha ancora capito che la guerra è religiosa.

Nel frattempo, nessuno ha sospeso le libertà, il Parlamento funziona, i media continuano a frullare, l’opposizione ha ampio spazio.

L'unica salvezza è l'indifferenza. Perfino per se stessi.
