• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Ddl Zan, luci e ombre

La parte pregiata del Disegno di Legge è la tutela delle categorie di persone che, da sempre, sono facilmente oggetto di derisione, discriminazione, attacchi anche feroci, talvolta pure fisici.

di Lorenzo Colovini | 6 Luglio 2021

Tentiamo di analizzare serenamente luci e ombre del DDL Zan. Come noto, il Disegno di Legge estende le circostanze di punibilità (e le aggravanti) che gli art. 604 bis e ter e la legge Mancino del 1993 applicano alla propaganda di idee discriminatorie per motivi razziali, etnici o religiosi ai casi di discriminazione basati sul sesso, sul genere, sul­l’orientamento sessuale, sull’identità di genere o sulla disabilità.

C’è una prima osservazione di fondo molto brillantemente messa in luce da Luca Ricolfi sul Gazzettino del 3 luglio (“Due buoni motivi per dubitare della Legge Zan”). Ovvero: siamo sicuri che abbia senso allungare la lista delle categorie protette da atti discriminatori? Perché la lista è potenzialmente infinita. Perché mai discriminare uno perché omossessuale deve costituire un’aggravante rispetto al discriminare uno perché è, poniamo, grasso, brutto, timido.. ecc.? Non è che si rischia di creare discriminati di serie A e serie B? Aggiungerei peraltro che la legge Mancino, che il Disegno di Legge Zan appunto utilizza come “veicolo” normativo, era nata per sancire il rigetto dell’ideologia fascista (già previsto in Costituzione) e per concretizzare l’adesione alla Convenzione internazionale di New York (1966) sull’eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale. Cioè deriva la sua ragione d’essere in un solco costituzionale e internazionale ben preciso, decisamente un altro film rispetto alle motivazioni del DDL Zan.

Ma andiamo oltre e ammettiamo che la particolare emergenza e diffusione di fenomeni discriminatori che affliggono chi ha inclinazioni sessuali non standard (mi si perdoni lo sforzo di brevità ma spero ci capiamo) faccia premio sulle obiezioni di Ricolfi e anche sulla forzatura di aver cannibalizzato un dispositivo legislativo nato con tutt’altro spirito. Analizziamo dunque il testo di Zan.

Una prima perplessità nasce dalla perimetrazione dell’oggetto della discriminazione. Particolare quasi mai evidenziato ma quel sul sesso.. significa che (alla lettera) comprende anche le discriminazioni basate sul sesso ovvero anche le donne e gli uomini etero purché discriminati in quanto tali. Il che è vagamente surreale perché è evidente che il tema delle pari opportunità non solo è completamente altro rispetto alla tutela e al rispetto delle particolarità sessuali (omo- bi- trans- ecc.) ma, come evidente dal dibattito pubblico, è solo questo secondo aspetto che (giustamente) vuole essere affrontato dagli stessi propugnatori della Legge.

La parte pregiata del Disegno di Legge è la tutela delle categorie di persone che, da sempre, sono facilmente oggetto di derisione, discriminazione, attacchi anche feroci, talvolta pure fisici. Direi, e questo forse è l’aspetto più di valore, le fa sentire riconosciute, accettate, meno sole. Certamente un passo di civiltà (nonostante le riserve di cui sopra).

La parte critica è l’art. 4, che riporto integralmente:

Ai fini della presente legge, sono fatte salve la libera espressione di convincimenti od opinioni nonché le condotte legittime ri­conducibili al pluralismo delle idee o alla libertà delle scelte, purché non idonee a determinare il concreto pericolo del compi­mento di atti discriminatori o violenti.

 

(il resto dell’articolo è possibile leggerlo su www.luminosigiorni.it)

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Redazionale

Info Lorenzo Colovini

Nato a Venezia nel 1959, vi ha sempre risieduto tranne alcuni periodi per lavoro. Laureato in ingegneria elettrotecnica nel 1984 all’Università di Padova, sposato con due figli gemelli (ormai 25enni) lavora all’Enel, settore Distribuzione, da 1987. Ha svolto per circa 20 anni incarichi nel territorio per poi passare ad attività di carattere nazionale nel International Business Development, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. Sempre come business developer di Enel, ha vissuto a Pechino per circa un anno e mezzo (2008-2009). Collaboratore fisso della testata on line Luminosi Giorni, rivista di cultura politica con particolare attenzione a temi dell’area veneziana. Fa parte del Direttorio di UNAeUNICA, associazione trasversale nata per contrastare l’ipotesi di divisione del Comune di Venezia nelle due parti di acqua e di terra.

Post precedente:Imposta di successione
Post successivo:Il futuro del Medio Oriente

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.