La fine di un’era
Un primo bilancio dell’era berlusconiana. Ha individuato tanti dei mali del Paese ma non è riuscito ad applicare le ricette giuste. Ha suscitato entusiasmo ed odio. Sostanzialmente lascia l’Italia come l’aveva trovata.

Un primo bilancio dell’era berlusconiana. Ha individuato tanti dei mali del Paese ma non è riuscito ad applicare le ricette giuste. Ha suscitato entusiasmo ed odio. Sostanzialmente lascia l’Italia come l’aveva trovata.

Riportiamo il discorso di Mario Draghi al MIT di Boston in occasione della consegna del premio Miriam Pozen. Traduzione di Luciano Pallini.

Il PD di Schlein, anche se ancora i Riformisti dentro il Partito fingono di non averlo capito, punta alla “ricostruzione” della Sinistra italiana e su quella base, che è elettorale ma in primo luogo culturale, avviare la necessaria politica delle alleanze.

Occorre ristabilire il primato del 2 giugno quale Festa fondante della repubblica. È necessaria una festa nazionale che ci induca a riflettere sul nostro Paese, sui suoi tanti problemi ma anche sulle sue residue potenzialità.

Per gentile concessione dell’autore pubblichiamo il testo della relazione di Michele Salvati intorno alla quale si è tenuta la discussione in seno all'Assemblea dei soci del Mulino il 15 aprile scorso

Il discorso del Presidente Mattarella in occasione dell’anniversario della morte di Alessandro Manzoni. Una lezione politica e civile sui pericoli degli umori della folla e sui rischi che si corrono quando la politica si adopera per compiacerli.

All’ex Ministro Costa risponde Mauro Grassi, Direttore della struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche: impossibile trattare cose serie, specialmente in questo momento drammatico per il paese, a suon di fesserie

Le cronache attestano che i rapporti si stanno facendo movimentati e una più o meno intensa partizione bipolare è assai visibile. Il centrodestra ha contato non poche vittorie immediate nei 13 Comuni capoluogo ma non esiguo è il numero dei ballottaggi del 28-29 maggio, anche dove la destra sembrava favorita.

Dopo 40 anni torna in campo il tema della riforma istituzionale. La sinistra iperconservatrice farebbe bene a stare attenta perché se si va a un nuovo referendum la Meloni rischia di vincerlo.

Sergio Benvenuto risponde a Rovelli che era intervenuto sulla guerra in Ucraima dal palco del 1° Maggio. Quando si subisce una guerra – e l’Ucraina l’ha subita, nemmeno Zelensky la prevedeva – occorre vincerla, non c’è altra soluzione

Nuovo PSC, MES e PNRR: sono tre questioni tra loro collegate e sono dei veri e propri banchi di prova per il nostro paese. Tre grosse spine per il governo Meloni dalla cui soluzione dipenderanno i rapporti con l’Europa.

Nel mutato contesto economico reiterare strumenti di pensiero tipici del Novecento è tanto anacronistico quanto funzionale allo status quo. Il massimalismo imbibito di un retropensiero già sconfitto è la via per non cambiare nulla. Dobbiamo individuare alcune strade da percorrere nel nostro Paese, con alcuni essenziali obiettivi.

Se parli come un fascista sei un fascista ma se parli come Putin perché non si può dire che sei un putiniano? Ma un’anatra, anche se è convinta di essere un cigno, rimane sempre un’anatra.
