Netanyahu chiude il fronte di Rafah e apre quello di Hezbollah
L’idea è quella di ridurre la guerra di Rafah così da poter gestire le truppe e le armi per affrontare un nemico peggiore di Hamas, gli Hezbollah.

L’idea è quella di ridurre la guerra di Rafah così da poter gestire le truppe e le armi per affrontare un nemico peggiore di Hamas, gli Hezbollah.

A Netanyahu sta a cuore prima di tutto vincere la guerra, a Biden oltre che questo obiettivo (l’ha ribadito più volte anche in questi giorni) un rafforzamento dell’aiuto umanitario.

Parla un ministro israeliano: a guerra deve rimuovere Hamas, distruggere la sua capacità militare, mettere fine al suo potere politico, e assicurare che Gaza non rappresenti più una minaccia.

Il programma respinge le solite illazioni che su tutti i giornali e gli schermi disegnano un’Israele intransigente e desideroso di occupare terra. Netanyahu vuole concludere la guerra e garantire che Hamas non rinasca.

Col disegno genocida di uccidere il popolo ebraico, sempre, ogni volta, si è progettato di distruggere la democrazia e i valori giudaico cristiani della liberal democrazia. Quindi non solo gli ebrei devono temere l’antisemitismo ma tutto il mondo.

Mai nella storia di Israele si è avuto l’intento di cancellare i palestinesi. Al contrario l’idea della convivenza domina tutta la storia d’Israele, nonostante il rifiuto continuo dei palestinesi e i progetti genocidi, “from the river to the sea”, dal fiume al mare.

L’antisionismo odierno e antisemita, perché è genocida, vuole la distruzione di Israele, e degli ebrei di tutto il mondo. E lo dimostra in ciò che fa e dice.

La verità è che sia la sofferenza dei prigionieri di Hamas, che quella della gente di Gaza è frutto sia della pazzesca crudeltà e senso di onnipotenza di Sinwar, come anche delle piazze impazzite che in Europa e in America hanno preso la sua parte.

L’indicibile violenza a cui sono state sottoposte le donne israeliane dai terroristi di Hamas. Solo un femminismo cieco può rifiutarsi di vedere la realtà.

La legge internazionale che prevede tregue fra stati nemici, non prevede di concederla a un’inaffidabile, feroce organizzazione terroristica. Uno sfondo di numeri non verificati e di fake news avalla le grandi marce antisemite che stanno invadendo l’Europa

Il massacro del 7 ottobre come la Shoah. Tutte e due le cacce all’ebreo sono state compiute secondo una decisione ideologica specifica: se per il nazismo gli ebrei erano topi e scarafaggi, per Hamas sono figli di maiali e scimmie

Il Paese è ancora in lacrime, in piena battaglia, gli attacchi seguitano a essere annunciati dalle sirene. Ma tutti hanno una determinazione totale a vivere, a vincere come sempre nella loro storia.

Nel giorno più nero di Israele la sveglia sotto i razzi, le sirene senza sosta e le corse nei rifugi. Omicidi e sequestri dei terroristi di Hamas.
