• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

11 settembre 2001

Bin Laden è morto, e anche tutti gli altri capi delle due organizzazioni non esistono più. Ma esistono un numero pari a quattro volte i gruppi salafisti-jihadisti che esistevano 21 anni fa.

di Fiamma Nirenstein | 13 Settembre 2022
Molto è cambiato da quel giorno di orrore in cui attoniti, precisamente 21 anni fa, e sembra ieri, guardammo alla tv morire tremila persone a New York City, Washington DC e a Shanksville, Pennsylvania. Fu il 9/11. Ma ancora siamo preda dell’incubo terrorista e della sua astutissima costruzione teoretica, inchiodati davanti agli schermi tv a seguirne le gesta in tutto il mondo, con qualsiasi sigla si presenti; siamo avviluppati con le sedi di decisione internazionale, specie l’ONU, le Corti internazionali, le ONG e i suoi derivati, nell’adottare una concettualizzazione dubitosa e timida della parola stessa “terrorismo”  e dei suoi feroci perpetratori, preferendo spesso immaginare squilibrati e disadattati miserevoli, per timore che siano alla fine “combattenti delle libertà”; questo ha anche indotto il giudiziario alla cautela estrema per timore di ferire la libertà religiosa… e epitome della vicenda, dopo tanti anni di combattimento, ha spinto l’America l’anno scorso a fuggire nella vergogna dall’Afghanistan, nido in cui Bin Laden aveva trovato rifugio e conforto con l’aiuto e il sostegno un po’ di tutti gli affluenti all’estremismo islamico. Si è ripetuta la storia irachena che ha generato l’ISIS; dopo che tante vite di soldati americani vi erano state perdute. Al-Qaeda però e l’ISIS non somigliano a ciò che erano.

Bin Laden è morto, e anche tutti gli altri capi delle due organizzazioni non esistono più. Ma esistono un numero pari a quattro volte i gruppi salafisti-jihadisti che esistevano 21 anni fa. Al-Qaeda è molto cresciuto in Africa, si è installato e poi rarefatto in Siria, è presente in molte province afghane e il suo rapporto coi talebani risulta fiorente. Nel frattempo è vivo anche lo Stato Islamico, per abbattere (e non definitivamente) il quale ci sono voluti cinque anni e una coalizione di 83 Paesi. Intanto l’ISIS ha agito con grossi attacchi in tante città importanti, Parigi, Bruxelles, Nizza, New York. E anche al-Qaeda si è rifatta viva con il volo Egitto-Russia che ha ucciso 29 persone. Ma l’ISIS è stata nel 2021 il gruppo terrorista più letale, coi suoi attacchi nel Niger. Nel 2022 tuttavia, anche se gli attacchi del terrorismo globale sono cresciuti a 5.226 nel 2021, il numero degli assassinati è declinato solo dell’1,2 per cento, segno che gli attacchi sono assai ambiziosi. Nell’Africa Sub-sahariana l’epicentro ci dà il 48 per cento degli uccisi, il Myanmar ha avuto la più tragica nuova insorgenza, con 521 morti l’anno scorso.

La vera epidemia è  nelle zone di conflitto; lo sforzo gigantesco di controllo, prevenzione, contenimento compiuto nei Paesi Occidentali dai tempi del 9/11 in avanti, ha fatto declinare gli attacchi dell’82 per cento. E tuttavia, la pulsione terrorista è sempre micidiale, è una ferita che colpisce, cambia la storia, crea instabilità mantenendo un continuo stato di guerra. Anche la Guerra in Ucraina influenzerà probabilmente la crescita del terrore in Europa, intanto si vede che il cyberterrore russo avanza, dice il “Globval Terrorism Index” del 2022. Chi scrive ha visto morire nei mesi di marzo, aprile e maggio nelle città israeliane per mano terrorista di Hamas e della Jihad Islamica, ed anche di appartenenti al Fatah, giovani genitori seppelliti da mogli e figli disperati, donne sedute ai caffè, ragazzini che facevano una passeggiata… Sia sul terreno globale che su quello locale, ciò che alimenta il terrore è la incessante ripetizione propagandistica di slogan che sporcano dalla più tenera infanzia le scuole e i mezzi di comunicazione talebani, o iraniani, o palestinesi, frasi fatte che incitano all’odio e alla violenza contro immaginari aggressori della vera fede e della vera giustizia, la loro. La guerra contro il terrorismo può avvenire solo con una autentica rivoluzione culturale e di deterrenza che superi le pure ottime forme di organizzazione e l’alleanza internazionale. Occorre una cultura che sappia con fermezza chiamare il terrorismo col suo nome, che fermi chi lo alimenta sotto mentite spoglie (sono miliardi quelli che finiscono nelle casse terroriste sotto forma di aiuti a organizzazioni umanitarie) e controlli l’uso mortale dei social media.

(questo articolo è apparso sul quotidiano Il Giornale ed è ripreso con il consenso dell’autore)

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein è giornalista e scrittrice. É italiana e israeliana, un parco pubblico del centro di Firenze, il Giardino di Borgo Allegri, porta il nome della madre partigiana e giornalista fiorentina Wanda Lattes e del padre storico della Shoah Alberto Nirenstein. Vive a Gerusalemme ed è membro del think-tank israeliano il Jerusalem Center for Security and Foreign Affairs (JCFA). Ha studiato storia moderna all’Università di Firenze, dove è nata, e ha insegnato per diversi anni Storia di Israele e del Medio Oriente all’Università Luiss di Roma. È stata direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura dal 1992 al 1994. La sua esperienza giornalistica comprende giornali, radio e TV. I suoi saggi, interviste ed editoriali sul Medio Oriente sono stati determinanti nel rivelare i pregiudizi contro Israele.

Post precedente:A tutto gas
Post successivo:La Cina, una tigre di carta?

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.