• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Dopo la guerra, Israele riparte

Dei 37 morti di questa guerra, 27 sono innocenti civili di cui 16 uccisi dalla Jihad stessa e 11 da Israele. Il resto, sono terroristi eliminati da Tzahal perché dediti alla caccia agli ebrei di Israele.

di Fiamma Nirenstein | 11 Agosto 2022

La guerra è finita, per il momento, o almeno si è concluso questo capitolo. Tacciono da lunedì notte i missili e le bombe. A Gaza si sgombrano le macerie, 14mila palestinesi hanno attraversato il “passaggio di Erez” vicino a Beith Hanoun, e sono tornati a lavorare in Israele; i camion riforniscono la Striscia, si organizzano interventi tecnici e umanitari. La popolazione non osa certo, a Gaza, criticare chi ha di nuovo trascinato i giovani in una guerra sanguinosa. La Jihad Islamica ha perduto, e Gaza è più stravolta e depressa di prima. Ma non se ne dispiace Hamas, l’apice del potere, invece sempre più forte, che prepara il prossimo round dopo essersi astutamente astenuta da questo. La gente del sud di Israele esce a lavorare, va alla spiaggia, siede al ristorante, i bambini giocano nei campi estivi. Le sirene non urlano, non ci sono più solo quei maledetti dieci secondi per buttarsi nel rifugio. La vita riprende il suo ritmo. In cielo non si rincorrono gli incredibili ghirigori salvifici di “kipat barzel”, cupola d’acciaio, che da undici anni fa il miracolo: stavolta ha fermato in aria il 97 per cento dei quasi mille missili lanciati sopra le città israeliane, 610 invece sono stati sparati per sbaglio dalla Jihad stessa in mare o sul proprio territorio a Gaza. Dei 37 morti di questa guerra, 27 sono innocenti civili di cui 16 uccisi dalla Jihad stessa e 11 da Israele. Il resto, sono terroristi eliminati da Tzahal perché dediti alla caccia agli ebrei di Israele. Il primo, venerdì scorso, è stato il capo del Comando Nord della Jihad Taysir al-Jabari, che aveva tenuto Israele chiusa in casa per quattro giorni con la minaccia di stragi di civili, e poi è toccato a Khaled Mansour, capo del Comando Sud.

Questo ha determinato la guerra. Israele ha vinto rapidamente portando lo scontro sul campo nemico, nell’West Bank a Jenin con l’arresto di un capo della Jihad, poi a Gaza, senza aspettare attacchi terroristici. Agendo in fretta e senza sbagli di persona, ha consentito che Hamas potesse tenersi in disparte. Adesso, con la vita, torna lo scontro politico: il primo di novembre ci saranno le elezioni, Netanyahu al momento è il favorito, ma il governo spera che aver dimostrato di saper combattere aumenti i suoi consensi. Yair Lapid, privo di esperienza militare ha saputo tenere in conto l’apparato militare, e tenere la guida. Bibi è sempre stato “mister sicurezza”, un passato militare valoroso, un’estrema abilità nel gestire la difficile situazione di “isola nella Jungla” di Israele. Netanyahu ha sottolineato la solidarietà nazionale con un incontro amichevole con Lapid. Ma sotto, si percepisce il senso di una critica evidente alla gestione della guerra: questa puntata ha avuto un lieto fine, ma che succederà in futuro? Hamas sta allargando la sua forza anche sull’Autorità palestinese di Abu Mazen, rischia di mobilitare tutto il mondo palestinese in uno schieramento terrorista. In più, la Jihad Islamica è stata battuta, ma la strategia che l’ha guidata minuto per minuto è stata quella di Teheran: essa già dal 1981 nasce con Fathi Shikaki, e il capo ideologico Zyiad al Nakhalah ha fino a sabato segnalato la sua stretta collaborazione con il capo delle Guardie Rivoluzionarie a Teheran, Hossein Salami. La decisione iraniana è quella di infiltrarsi dentro Israele, di minacciarne la popolazione civile. Tutto il mondo lo sa, ma l’ONU o l’Unione Europea si occupano di invitare alla moderazione soltanto Israele. Gli ayatollah, come i palestinesi, non si criticano.

(Questo articolo è stato pubblicato su “Il Giornale” del 9 agosto. E’ ripreso con il consenso dell’autore)

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Esteri

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein è giornalista e scrittrice. É italiana e israeliana, un parco pubblico del centro di Firenze, il Giardino di Borgo Allegri, porta il nome della madre partigiana e giornalista fiorentina Wanda Lattes e del padre storico della Shoah Alberto Nirenstein. Vive a Gerusalemme ed è membro del think-tank israeliano il Jerusalem Center for Security and Foreign Affairs (JCFA). Ha studiato storia moderna all’Università di Firenze, dove è nata, e ha insegnato per diversi anni Storia di Israele e del Medio Oriente all’Università Luiss di Roma. È stata direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura dal 1992 al 1994. La sua esperienza giornalistica comprende giornali, radio e TV. I suoi saggi, interviste ed editoriali sul Medio Oriente sono stati determinanti nel rivelare i pregiudizi contro Israele.

Post precedente:La proposta
Post successivo:Una sconfitta per la liberà e l’Occidente

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.