Fino a qualche mese fa, almeno in Italia, la lettera “M” stava a significare indiscutibilmente Mussolini, anche grazie ai fortunatissimi libri di Antonio Scurati. Ma poi è sceso in campo lui, Elon Musk, ed essendosi presentato con la squadra politicamente scorretta – quella di Trump giusto per intendersi – la “M” di Mussolini è passata in secondo piano, dopo una stagione in cui abbiamo visto una serie di pubblicazioni dedicate al Duce, che però poco o niente hanno aggiunto a quello che già sapevamo.
Abbiamo già scritto proprio qui che Elon Musk, da idolo futurista per la galassia ecologista, è diventato rapidamente il nemico pubblico numero 1 per tutta la sinistra italiana, allorquando ha contribuito con la sua potenza economica e mediatica alla campagna elettorale e alla vittoria di Trump. Ma ora, visti i recenti sviluppi italiani della vicenda, occorre aggiungere un paio di cose.
La prima è che non ci dovrebbe scandalizzare che l’imprenditore americano più brillante, spregiudicato e lungimirante si sia allineato con le posizioni sovraniste trumpiane, visto che sicuramente ne aveva previsto la schiacciante vittoria. Soltanto noialtri ingenui idealisti potevamo sperare in una vittoria negli ultimi centro metri di Kamala Harris, dopo il gran casino creato dal Presidente uscente e da tutto il Partito democratico americano. E il fatto che anche altri oligopolisti del calibro di Bezos e Zuckenberg abbiamo improvvisamente fatto una netta virata del loro posizionamento non fa che confermare quello che è sempre avvenuto negli USA dal tempo di Rockfeller: il grande capitalismo si allinea “sua sponte” con il potere politico per ovvie ragioni che è inutile stare qui ad elencare. Basta ricordare che i suoi satelliti Musk ha iniziato a lanciarli in orbita durante la presidenza democratica, con la quale evidentemente aveva stretto ottimi rapporti.
La seconda questione che ci riguarda più da vicino è l’offerta che lui ha lanciato al Governo italiano – offerta ampiamente pubblicizzata e per niente secretata – di provvedere alla nostra cibersecurity nonché alla diffusione di internet ad alta velocità su tutto il territorio nazionale, acquistando l’accesso alla sua rete di satelliti denominata Starlink. E qui davvero abbiamo ascoltato e letto affermazioni di dissenso dettate dal peggiore pregiudizio ideologico, come se vivessimo ancora nel XX secolo quando si faceva politica parlando di lotta di classe e imperialismo americano, e si sognava la società sul modello cubano.
Purtroppo, la verità che Musk ci sbatte sul muso è che da quel punto di vista lì siamo scoperti, arretrati, assai poco difesi. E che quindi è necessario provvedere al più presto, semplicemente andando a verificare sul mercato se esiste una offerta più conveniente di quella fattaci da Elon Musk.
Senza gridare scandalizzati perché esiste un feeling tra il prossimo presidente americano, il suo più importante sostenitore sul piano imprenditoriale e comunicativo e il nostro capo del Governo Giorgia Meloni. Tutto questo avviene già da tempo sotto gli occhi di tutti e sta nei fatti.
L’opposizione, allora, svolga seriamente la sua funzione di controllo dell’operato del Governo e controlli se l’interesse nazionale viene salvaguardato, perché questo è il suo ruolo, ammesso che sappia svolgerlo. Le chiacchiere e le urla isteriche non servono a niente.


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