Anna Colin Lebedev, dell’Università di Parigi Nanterre, nel giugno scorso ha pubblicato un breve lavoro dal titolo apparentemente paradossale:Ukraine: la force des faibles. In realtà sin dalle prime pagine il lettore scopre quanto questa singolare associazione dei concetti di forza e debolezza sia l’efficace sintesi della tesi dell’autrice relativa alla sorprendente forza e alla resilienza dimostrate dagli ucraini di fronte all’aggressione russa.
Mediante un raffronto tra la situazione nel 2014, prima dell’invasione della Crimea e del Donbas, e quella al momento dell’attacco su larga scala nel febbraio del 2022, Lebedev dimostra come Stato e società civile nel corso di quegli otto anni abbiano saputo reagire alle debolezze trasformando nei cittadini la percezione del loro ruolo e dando nuova consistenza ai valori del civismo e dell’impegno individuale.
Fu così che, come per un effetto rimbalzo, la scarsa fiducia nello stato si trasformò in impegno personale, la consapevolezza delle carenze dell’esercito spinse i cittadini a diventare volontari, l’individualismo divenne autonomia capace di organizzazione e iniziativa… Da tutto ciò un fiorire di associazioni di supporto tra cui vengono citate la “Veteran Hub” di sostegno a combattenti e veterani, la “Juridichna Sotnya”, nata per garantire assistenza legale ai manifestanti di Maidan e ora riconvertita per le nuove necessità, la “Povenys’ zhyvym” per fornire alle truppe approvvigionamento e materiale, gli “Hospitaliery”, associazione paramedicale che agisce sulla linea del fronte fornendo i primi interventi di soccorso e collabora alle evacuazioni dai siti a rischio e la “Kozhna Tvarina” che fornisce le razioni alimentari ai soldati vegani o vegetariani.
E proprio agli “Ospedalieri” è dedicata la mostra fotografica «Guardiane della Vita 4.5.0.» che verrà inaugurata a Pisa venerdì 14 novembre alle ore 17:00, nei locali della Biblioteca Comunale in Via S. Michele degli Scalzi 178, con la testimonianza della volontaria ospedaliera Yuliya Schevchuk e un intervento del Prof Massimo Tria, dell’Università di Cagliari e membro di Memorial Italia, sulle donne nella cultura ucraina.
La mostra, curata dalla Dottoressa Yuliya Faccin, il cui impegno per la diffusione della conoscenza della cultura ucraina e della realtà della guerra e contro la disinformazione russa è ben noto, resterà visitabile fino al 21 novembre.



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