ISRAELE E USA COLPISCONO CHI CI MINACCIA, NOI ABBIAMO FINANZIATO CHI CI ODIA
Dall’attacco in Iran ai fondi a Gaza: l’Occidente non ha ancora capito che la guerra è religiosa.

Dall’attacco in Iran ai fondi a Gaza: l’Occidente non ha ancora capito che la guerra è religiosa.

L'unica salvezza è l'indifferenza. Perfino per se stessi.

Un libro che ricostruisce la genesi e le meccaniche di un grande falso antisemita di fine Ottocento, per poi diventare un’indagine sulla natura narrativa degli esseri umani: sulla potenza del racconto, sulla verità che sprigiona dal verosimile, che di bocca in bocca diviene più vero del vero.

“Non mi sentirei il diritto di protestare contro la Gestapo e contro l’Ovra fascista se mi sforzassi di dimenticare che esiste una polizia politica sovietica. In Germania ci sono i campi di concentramento, in Italia ci sono isole-penitenziario e nella Russia sovietica c’è la Siberia. Ci sono proscritti tedeschi e italiani e ci sono proscritti russi.”

Una testimonianza esemplare di onestà intellettuale e di coraggio civile quella offerta da Salvemini che, ove si prescinda dal movimento Giustizia Libertà e dai suoi organi di stampa, avrà nell’immediato limitata eco negli ambienti antifascisti e anche in seguito, in un clima di perdurante egemonia frontista e di fideistica esaltazione dell’Unione sovietica insormontabile baluardo contro la minaccia nazifascista, sarebbe stata poco o nulla menzionata nella pubblicistica antifascista.

Una questione di fondo rimane difficilmente da trattare ed è la '' questione russa '' e la possibile critica del regime sovietico, di fronte all'attualità dei primi processi di Mosca.

Da PARRHESIA il Blog di SERGIO BENVENUTO

Un brusco declino dell’egemonia scientifica americana rischia di avvantaggiare il totalitarismo del regime cinese mettendo a rischio il futuro di tutte le democrazie, occidentali, asiatiche e africane.

Qualunque mercato più che sulla quantità di denaro che riesce ad attrarre si fonda su un concetto ancora principale, che è quello della fiducia.

Di MIRELLA SERRI edizioni LONGANESI

Nessuno pensa che le nostre democrazie siano perfette ma da questo a descriverle come la causa di tutti i mali del mondo c’è una bella differenza.

L’arte non è un bene rifugio; l’arte è assolutamente volatile, nel bene e nel male. E poiché appartiene ad un mercato non regolamentato negli scambi la volatilità si amplia a dismisura.

Il film rappresenta quella che, parafrasando la Arendt, chiamerei la banalità della dittatura. Tutti i personaggi paiono accettare come scontato il fatto di essere in una società in cui è normale vivere con soggezione e terrore, strumenti sacrificabili per la sicurezza del Führer.
