• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Quei ragazzi pro Palestina

Le proteste di molti giovani contro l’intervento israeliano a Gaza sono solo parzialmente assimilabili a quelle che ci furono contro la guerra del Vietnam. Quelle di oggi non sono contro le scelte di un governo ma contro un popolo.

di Roberto Riviello | 3 Maggio 2024

Da un paio di settimane continuo a chiedermi se tra i giovani italiani, americani, francesi eccetera che protestano contro l’intervento dell’esercito israeliano a Gaza e i loro coetanei di circa mezzo secolo fa che marciavano contro la guerra del Viet Nam ci siano più somiglianze o più differenze. E la domanda mi sta martellando non soltanto in via puramente teorica, per il semplice fatto che tra quei ragazzi di allora c’ero anch’io.

A prima vista si potrebbe dire che il pacifismo sia l’elemento che li accomuna: pacifismo inteso come ripugnanza nei confronti di ogni tipo di guerra, per cui allora come oggi la parola d’ordine più frequente resta “Stop the war”. Un pacifismo, comunque, abbastanza ingenuo e generalista, ma giustificato dal fatto che gli studenti della fine degli anni Sessanta – come anche gli studenti dei nostri giorni – erano nati e vissuti  in un periodo di pace, non avevano conosciuto direttamente gli orrori della seconda guerra mondiale e neppure la necessità che ebbero i loro genitori di combattere contro il nazismo e il fascismo per la liberazione dell’Europa. È comprensibile che chi ha sempre vissuto al riparo dalla tragedia della guerra voglia continuare a vivere nella stessa fortunata condizione e consideri ogni guerra vicina e lontana come una minaccia e un crimine contro l’intera umanità.

Ci sarebbe anche un altro elemento di somiglianza: allora noi vedevamo che un popolo di contadini, diventati per necessità guerriglieri, veniva bombardato dall’aviazione americana senza alcuna pietà per i civili, e quindi gli USA erano l’oggetto delle nostre invettive; così come oggi i giovani pro Palestina, e con loro molti intellettuali engagé,  accusano Israele di stare compiendo un genocidio, perché non si limita ad ammazzare i soldati di Hamas ma scarica bombe su tutta la popolazione palestinese.

Con le somiglianze mi fermerei qui, altre sinceramente non ne riesco a trovare. Per quanto riguarda, invece, le differenze mi viene immediatamente da dire che il nostro “anti-americanismo” era semplicemente rivolto contro la politica militarista del governo statunitense ed in particolare contro il presidente Jhonson che consideravamo il vero responsabile della guerra. Di certo non accusavamo l’intero popolo americano, anzi ammiravamo i nostri coetanei pacifisti delle università e tutti quegli artisti, come Bob Dylan e Joan Baez, che cantavano nelle marce per la pace. E nessuno, tranne forse qualche pazzoide, allora pensava che gli USA andassero eliminati dalla faccia della terra.

Oggi le cose sono molto diverse, in quanto l’antisionismo che viene sbandierato nelle manifestazioni di piazza e nelle occupazioni si è tramutato in vero e proprio antisemitismo, al punto che gli studenti ebrei vengono minacciati nei campus universitari americani; e in Italia, durante le manifestazioni del 25 aprile, si sono viste vere e proprie aggressioni contro coloro che marciavano sotto le insegne dell’eroica Brigata ebraica. Anche le minacce che il giornalista de La 7 David Parenzo ha ricevuto per la sua partecipazione alla festa della Liberazione insieme ai reduci e discendenti di quei soldati ebrei che combatterono in Italia con gli alleati anglo-americani sono un altro esempio di evidente antisemitismo. Così come il grido “Palestina libera dal fiume al mare”, che si sente spesso mentre vengono sventolate le bandiere palestinesi, significa che non si vuole la fine della guerra bensì la distruzione dello Stato di Israele.

Per queste ragioni mi sento molto, molto distante dai giovani Pro pal, sia di questa che dell’altra sponda dell’Oceano, ma continuo a credere e sperare in una soluzione del conflitto israelo-palestinese attraverso il reciproco riconoscimento ad esistere di due Stati e due popoli, come era stato deciso nel vertice di Camp David.

 

 

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Apertura

Info Roberto Riviello

R.R. nel 1978 si è laureato in Filosofia nell’Università di Firenze ed ha sempre insegnato negli istituti secondari della Toscana. Ha scritto per la radio, il cinema e il teatro. Trascorre il suo tempo libero passeggiando in campagna. È appassionato di storia, arte e cucina.

Post precedente:Il dovere di votare Renzi
Post successivo:Stadio, basta con le sciocchezze

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.