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La congiura dei brianzoli

Gli orfani di Conte si sono scatenati sui social. Il reprobo non è stato solo Renzi. Colpevoli anche i giornaloni, gli industriali, le agenzie di rating, l’Europa e perfino….i brianzoli.

di Lorenzo Colovini | 13 Febbraio 2021

In questi giorni di attesa di quello che riuscirà a combinare Draghi, vorrei tentare di lasciare da parte i toni drammatici e livorosi che hanno caratterizzato lo snervante dipanarsi della crisi del Conte bis e tentare di lasciarci andare a un sorriso, sempre rimanendo in tema.

L’entrata in scena di Draghi ha preso in contropiede coloro che erano schierati intorno alla figura di Giuseppe Conte e al progetto politico sotteso (alleanza strutturale e strategica tra cinquestelle, PD e LEU). La maggior parte di questi ha fatto saggiamente esercizio di real politik e si è messa a ragionare su quale commedia potrà recitare nel nuovo cartellone. Insomma, faccia di bronzo e si gira pagina, anche se un po’ acciaccati. Ma, come succede tipicamente dopo situazioni fortemente divisive, Giuseppi ha lasciato dietro di sé un drappello di irriducibili pretoriani che non si rassegnano al destino cinico e baro. E tale è la loro stizza che non basta più prendersela con Renzi (del resto ormai virtualmente annientato dai loro anatemi). I cattivi sono molteplici, basti leggere gli editoriali incazzosi del Fatto Quotidiano prendersela con i giornaloni, con gli industriali, con le agenzie di rating, con l’Europa.. insomma il classico complotto pluto-giudaico-massonico. Va riconosciuto che questa frustrazione, questa rabbia, questo dispetto sono abbastanza diffusi, perlomeno a giudicare da quello che si legge sui social. Conte è sovente raccontato come una specie di Messia che ha fatto miracoli (appunto) nelle condizioni date, un fuori standard rispetto ai farisei che inquinano la vita politica e fatto fuori dal sistema. Una visione rispettabile anche se (a parere di chi scrive naturalmente) molto ingenua. E, inevitabilmente, questa naïveté ha esiti sui social a volte davvero comici. Si sprecano invettive contro Goldmann Sachs, Confindustria, i Benetton, le multinazionali, gli oscuri potentati e chi più ne ha più ne metta. Mi ha colpito uno in particolare che lamentava un accordo tra “Renzi, Mattarella, Franceschini, la BCE e gli industriali brianzoli”…

E mi sono sorpreso a sorridere.. innanzitutto: perché proprio i brianzoli? Gli industriali bergamaschi, bresciani, veneti no? Evidentemente il nostro informato amico sa che sono più carogne di tutti.. Ma poi mi sono chiesto: come concretamente avrebbe potuto avvenire questa cospirazione, come nei fatti si poteva coagulare la liaison con la BCE, con Mattarella e gli altri succitati? Perché forse sono ingenuo, ma io l’industriale brianzolo me lo immagino come un operoso cummenda che pensa a lavorare, alla sua fabbrichetta e magari a godersi la bella vita. Ma facciamo uno sforzo di fantasia, facciamoci il nostro film.. forse condizionato dal Messia, mi è venuto in mente l’indimenticato Jesus Christ Superstar, Kaifa che terrorizza i sacerdoti con we have quite a problem here..  Immaginiamo, poniamo, un grosso mobiliere di Cantù che torna a casa la sera, si mette su Zoom e fa una bella call con l’amico di Seregno che ha una fabbrica che produce piastrelle e con un altro compare di Agrate Brianza che fa il manager in una multinazionale di componentistica elettronica. E la congiura comincia..

(il resto dell’articolo è possibile leggerlo su www.luminosigiorni.it)

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Pubblicato in : Redazionale

Info Lorenzo Colovini

Nato a Venezia nel 1959, vi ha sempre risieduto tranne alcuni periodi per lavoro. Laureato in ingegneria elettrotecnica nel 1984 all’Università di Padova, sposato con due figli gemelli (ormai 25enni) lavora all’Enel, settore Distribuzione, da 1987. Ha svolto per circa 20 anni incarichi nel territorio per poi passare ad attività di carattere nazionale nel International Business Development, lavoro che lo porta a passare molto tempo all’estero. Sempre come business developer di Enel, ha vissuto a Pechino per circa un anno e mezzo (2008-2009). Collaboratore fisso della testata on line Luminosi Giorni, rivista di cultura politica con particolare attenzione a temi dell’area veneziana. Fa parte del Direttorio di UNAeUNICA, associazione trasversale nata per contrastare l’ipotesi di divisione del Comune di Venezia nelle due parti di acqua e di terra.

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Zeffiro Ciuffoletti

    8 Febbraio 2021 alle 16:40

    Divertente e intelligente Travaglio ha I testosteroni che girano a vuoto Teme di
    Perdere le coperture bancarie che tengono in piedi di fatto il fatto

    Rispondi

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