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VENDERE CIÒ CHE È STATO DONATO MERITA UNA PIÙ ATTENTA RIFLESSIONE

Lettera aperta al Sindaco di Pistoia da parte del partito Liberaldemocratico.

di Roberto Zei | 3 Marzo 2026

Gent. Sig.ra Sindaca,
recentemente con Bando 3/2026 il Comune di Pistoia ha messo in vendita alcuni immobili
fra i quali quelli contrassegnati come “Lotto 83” e “Lotto 135”.
Il primo riguarda un immobile facente parte del lascito Desii. Nel 1976 il Sig. Desii lasciò
all’IPAB Villone Puccini una serie di villini con costituzione di un vincolo di inalienabilità e
legandoli all’assistenza agli anziani. Solo che nel 1987 le IPAB furono sciolte e tutti i beni
passarono al Comune che, nel 1990, si premurò di acquisire un parere legale in base al
quale fu stabilita, contrariamente alla volontà del donatore, la possibilità della vendita. Il
Comune non vendette gli immobili ma da allora e fino ad oggi li ha usati per tutt’altri scopi,
affitto, assegnazione in uso all’ASL e all’Istituto storico della Resistenza.
Ad onore del vero, va ricordato che già nel 2015, dalla Giunta Bertinelli, fu tentata la vendita,
oggi riproposta dalla giunta di centrodestra ormai alla fine della sua corsa: un tradimento
bipartisan della volontà del donatore, ignorata senza alcun riguardo.
Stessa sorte per l’altro immobile che consiste in un appartamento in via Cimabue. Più di
dieci anni fa fu lasciato in eredità al Comune per “uso sociale” da un’amata preside del Liceo
Classico che, arrivata a Pistoia, si era innamorata della città: amore non ricambiato,
evidentemente. Anche questo immobile è rimasto inutilizzato fino ad oggi ed ora, visto che
necessita di una congrua spesa per la messa a norma, come del resto, e in misura ancora
maggiore il villino Desii, è stato deciso di venderlo.
Ma così facendo da un lato si tradisce lo spirito dei lasciti testamentari e dall’altro si priva la
collettività di due strutture che potrebbero essere utilissime per rispondere ad un bisogno
sociale che sta diventando sempre più impellente: quello del “Dopo di Noi”, avere cioè case
dove persone disabili, o anche anziani parzialmente non autosufficienti, possano ricevere,
se le loro condizioni di salute lo consentono, un tipo di supporto che permetta loro di vivere
parzialmente in autonomia.
Si tratta di una risposta diversa, sempre che sia possibile, al ricovero in RSA o RSD. Una
risposta che non solo sarebbe più appropriata alle esigenze dei singoli ma che farebbe
anche risparmiare molti soldi rispetto ad un ricovero in struttura; è quello che chiedono in
tanti, autorevolmente, dalla Commissione per le alternative al ricovero, al Presidente della
Regione.
Si dirà che mancano i soldi per l’investimento iniziale, ed è probabilmente vero. Ma bisogna
avere la capacità di fare un passo avanti e guardare alle possibilità che offre la normativa
vigente. Da anni ormai è entrata nell’ordinamento italiano la sussidiarietà orizzontale che
valorizza l’autonoma iniziativa di singoli o associati, enti del terzo settore e cittadini per
svolgere attività di interesse generale, in collaborazione con le istituzioni. Se si attua questo
principio si possono tranquillamente superare le difficoltà riscontrate.
Per questo, come Partito Liberaldemocratico, Le chiediamo:
1) di ritirare dal Bando i due immobili evidenziati;
2) di metterli a disposizione di un istituendo Fondo per il Dopo di Noi;
3) di convocare un tavolo al quale chiamare gli Enti del Terzo settore che abbiano una
comprovata esperienza nell’assistenza alle persone disabili e/o anziane e la
Fondazione Caript;
4) di mettere a punto tutti insieme un piano organico per il Dopo di Noi e per il
reperimento di fondi per il ripristino degli immobili ricordati e di altri che si
rendessero disponibili;
5) di affidarne la gestione, sotto controllo pubblico, agli Enti che partecipano al
progetto.
Questo tipo di risposta permetterebbe di rispettare la volontà dei donatori, dimostrerebbe
che il Comune non tradisce il desiderio dei cittadini, assicurerebbe una risposta adeguata
e moderna ad un oggettivo bisogno sociale, costituirebbe un esempio e darebbe a tanti
che sono in grado di farlo la possibilità di partecipare ad un progetto complessivo per la
città.
Come Partito Liberaldemocratico chiederemo a tutti i candidati per la carica di sindaco ed
a tutti i partiti e liste in lizza di assumere l’impegno formale di organizzare una discussione
aperta a tutta la città, alle forze sociali che operano sul territorio, sull’utilizzo
dell’importante patrimonio immobiliare, comunale e di altri enti pubblici, attualmente
dismesso o sottoutilizzato, che rischia di andar perduto nell’ignavia o indifferenza di chi
deve o dovrebbe provvedere.
Ben sapendo la Sua sensibilità al tema, siamo certi vorrà tenere nel debito conto la nostra
proposta.

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Pubblicato in : Politica

Info Roberto Zei

Nato a Firenze, in Oltrarno, nel 1958. Diplomato Geometra nel 1977, ha svolto varie attività prima di essere assunto in ENEL nel 1984. Trasferitosi a Pistoia nel 1999 attualmente è in pensione. Si è occupato principalmente di edilizia ed informatica. Da sempre interessato alla politica non ha in passato mai avuto incarichi di partito o istituzionali. Dal 2025 Segretario Provinciale del Partito Liberaldemocratico di Pistoia.

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giorgio Federighi

    3 Marzo 2026 alle 13:33

    CONDIVIDO! E GRAZIE.

    Rispondi
  2. Giorgio

    3 Marzo 2026 alle 13:37

    CONDIVIDO. GRAZIE.

    Rispondi

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