C’era una volta il centrodestra dove il centro era espresso da un partito di ispirazione liberale, Forza Italia, moderato ma aperto ai cambiamenti della società, di ispirazione cristiana ma non clericale, al punto che ne facevano parte personaggi del calibro di Lucio Colletti, Giuliano Ferrara e Antonio Martino. Una stagione definitivamente tramontata quella che, a causa prima del declino della figura carismatica di Berlusconi e poi della sua morte, ha lasciato la leadership della coalizione e finanche l’egemonia culturale alla destra di Giorgia Meloni.
Per chi non l’avesse ancora capito, basta guardare il comportamento, veramente reazionario, del centrodestra toscano che ha fatto ricorso al collegio di garanzia contro la legge sul fine vita recentemente approvata in Consiglio regionale. I capigruppo Marco Stella (Fi), Elena Meini (Lega) e Vittorio Fantozzi (Fdi), nella loro istanza, chiedono infatti di valutare se la norma sul suicidio medicalmente assistito, “in assenza di una legge statale che assicuri la necessaria uniformità, risulti conforme allo Statuto della Regione Toscana con il riparto di competenze legislative previsto in Costituzione”.
Ecco dunque che Forza Italia si appiattisce sulla visione tipica della destra italiana: antiabortista come fu antidivorzista in passato e oggi difenditrice della vita a tutti i costi, nonostante il dolore immane che certe malattie provocano ai pazienti che ne sono afflitti e ai loro familiari.
Si legga in proposito il bel libro di Valeria Imbrogno “Prometto di perderti”, che racconta la vita di DJ Fabo dalla esuberanza giovanile fino alla tragedia della sclerosi multipla e la fine medicalmente assistita in Svizzera, grazie al coraggio di Marco Cappato che lo portò in macchina nella clinica e poi si autodenunciò. In quel libro c’è la chiave per capire perché la legge approvata in Toscana, pur non essendo ancora una legge statale, rappresenta un primo e importante passo verso la possibilità (non l’obbligo) per i malati terminali di porre fine alle loro sofferenze.
Se gli attuali “liberali” di Forza Italia si oppongono a una legge come questa, significa solo che sono diventati burattini nel teatro della destra più reazionaria.


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