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Solo Riformisti

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Tapiro d’oro per Boccia

Una risposta sbagliata ad un problema vero: le sentinelle di Francesco Boccia muoiono in culla. Per gli assistenti civici si vanno profilando compiti di “utilità sociale”. Il Ministro comunque è riuscito, almeno per un giorno, a stare in Tv.

2 Giugno 2020 da Stefano Baccelli Lascia un commento

L’istituzione della figura degli “assistenti civici”, presentata in pompa magna dal Ministro per gli Affari regionali e Autonomie, Francesco Boccia, ha tenuto banco per un giorno, per la precisione Lunedì 25 maggio, ma come tante altre idee estemporanee di questo straordinario momento storico, è finita ben presto nel museo degli orrori: se la gioca con l’immunità di gregge di Boris Johnson e con il detersivo da bere di Donald Trump. Quello che pareva un colpo di genio si è mutato rapidamente in una mossa da Tapiro d’Oro per il Ministro, viste le reazioni che sono piovute da ogni dove. Che cosa ha escogitato colui che, grazie alla famosa mossa del cavallo di Renzi, è diventato titolare di un dicastero, pur essendosi in precedenza distinto praticamente soltanto per essere il marito della ex ministra, nonché eroina di Ballando con le Stelle, Nunzia De Girolamo? Di arruolare un “esercito” di cosiddetti guardiani dello spritz! Nello specifico sessantamila volontari puri, assunti con apposito bando per controllare il rispetto delle norme anti Covid. Pare che Boccia abbia fatto tutto da solo. Se si sia consultato con la sua signora (caso certamente raro quello di due coniugi ministri o ex ministri) non è dato saperlo! Si è però sospettato quasi subito che l’ineffabile membro del Governo Conte II abbia deciso le cose alla chetichella! Di sicuro aveva comunicato alcunché alla Ministra dell’Interno Luciana Lamorgese, che come sappiamo ha la competenza dell’ordine pubblico. La titolare del Viminale, dopo aver visto attraverso i media il collega ministro con la pettorina in mano, in una sorta di rivisitazione delle felpe tanto in voga nel precedente esecutivo, ha fatto filtrare immediatamente che non fosse stata coinvolta e che l’istituzione di questa nuova figura di tutori delle prescrizioni sanitarie “non dovrà comportare compiti aggiuntivi per le prefetture e per le forze di polizia già quotidianamente impegnate nei controlli sul territorio”. Eppure, con minor pressapochismo e meno voglia di apparire, l’idea poteva perfino non essere peregrina, poiché chiunque, con un minimo di spirito critico e di osservazione, si è accorto che la riapertura di gran parte delle attività post lockdown ha coinciso con una sorta di diffusa rimozione del problema Covid-19. E, da qui, una pressoché totale trasgressione delle più elementari norme di difesa dal virus: stop alle mascherine e al distanziamento di sicurezza e via libera agli assembramenti selvaggi. Aperitivi gomito a gomito, colloqui a distanza ravvicinata senza protezione. Tutto ciò nelle piazze e sulle strade, non nei negozi, ristoranti e altri locali pubblici sottoposti invece a stringenti regole. Chi avesse scommesso un soldo bucato sul senso di responsabilità degli italiani lo avrebbe perso. Parlare di schizofrenia sociale e irresponsabilità di massa potrebbe dunque non essere sbagliato, ma probabilmente non è attraverso sentinelle che certe regole devono essere rispettate e tantomeno si trasforma la psicologia sociale di un popolo. Gli italiani, così ligi “al dovere” quando vigeva la paura del virus, dei droni e delle multe, hanno subito smesso di rispettare la fila. La proposta di Boccia, in ogni caso ha ottenuto, nella migliore delle situazioni, sarcasmo e commiserazione. Aperture invece si sono registrate tra i sindaci delle città, legittimamente preoccupati delle conseguenze, in particolare l’idea è stata ben accolta dal sindaco di Bari De Caro, corregionale di Boccia, che in un noto video è apparso come un assistente civico ante litteram. Se è bastato un funerale per diffondere il virus – è il ragionamento di tanti primi cittadini molto preoccupati – cosa potrebbe succedere adesso se, come invece sembra, il virus non si fosse indebolito? Fatto sta che quella degli “assistenti civici”, una volta arruolati e formati, si è rivelata una figura a dir poco debole: non avrà, come abbiamo visto, alcun potere di ordine pubblico, se non quello di segnalare eventuali abusi alle Forze dell’Ordine. Molto probabilmente queste figure potranno essere utilizzate per ruoli più prettamente sociali e questo compito sarà certamente più apprezzato. In ogni caso anche la valanga di critiche non ha tolto visibilità al Ministro (parlatene male, ma parlatene, insegnava Oscar Wilde), il quale è apparso a proprio agio nelle numerose comparsate nelle tv di cui ha goduto, pur costretto a ridimensionare i proclami delle prime ore. Esternazioni che comunque gli avevano garantito le aperture di alcuni tg. “Una follia per avere visibilità” – è stato il tagliente commento di Matteo Renzi. In ogni caso, dopo una giornata di discussioni e commenti affidati alle agenzie di stampa, in una riunione tra Boccia, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, la ministra dell’Interno Luciana Lamorgese e quella del Lavoro Nunzia Catalfo, sono stati definiti i compiti di questi assistenti civici, escludendo i contestati ruoli di controllo e vigilanza e limitandoli a quelli di “pubblica utilità” e certamente non un corpo di volontari con una pettorina con compiti in parte sovrapponibili a quelli delle forze dell’ordine.

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Info Stefano Baccelli

Classe 1955, giornalista iscritto all’Albo professionale dal 1982. Già dipendente della Pubblica Amministrazione, ha svolto per molti anni il ruolo di economo nella Rsa Villone Puccini, per poi passare all’area della Comunicazione dell’Azienda Usl pistoiese. E’ stato tra i soci fondatori della Cooperativa Giornalistica “Settegiorni” e direttore responsabile dell’omonima rivista settimanale. Dal 1990 agli inizi degli anni 2000 ha ricoperto il ruolo di responsabile dell’ufficio stampa della Cgil di Pistoia e dal 2000 svolge il medesimo incarico alla Pistoiese Calcio. E inoltre autore dei libri: “Ho vinto”, intervista ad un malato terminale, “il Nonno”, libro/intervista sulla vita di un noto imprenditore, “Memorie”, pubblicazione storica per i 100 anni dello SPI/CGIL e “Barile tra storia e leggenda”, dedicato ad un borgo alle porte di Pistoia.

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