• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Solo compagni che sbagliano?/1

Sul significato di Arcipelago Gulag  e sul suo impatto politico in Italia,  Solo Riformisti ha rivolto alcune domande a personalità della politica e della cultura della sinistra italiana. Risponde il Prof. Zeffiro Ciuffoletti

di Luciano Pallini | 13 Gennaio 2024

Nella posizione degli intellettuali organici, dei compagni di strada e nell’atteggiamento del PCI verso Arcipelago Gulag c’era il rifiuto di aprire gli occhi sulla realtà perché avrebbe significato ammettere il fallimento della rivoluzione bolscevica e quindi della ragion d’essere che aveva portato alla nascita dei partiti comunisti? Perché, come aveva scritto Fortini, se tutto questo fosse vero “bisognerebbe concludere che la rivoluzione socialista è fallita […] la nostra vita è stata inutile».?

Nella domanda c’è la risposta: già prima di Arcipelago Gulag (1974) ne erano accadute di cose e nessuno poteva dire di non sapere quale fosse la mostruosa realtà del sistema sovietico. Non solo libri, come ad esempio quello di Victor Kravcenko, ma fatti come la repressione brutale della rivoluzione ungherese e poi quella di Praga, persino la nuova mitologia del comunismo cinese, il libretto rosso di Mao, erano giunti al capolinea. Pol Pot dava il via al genocidio in Cambogia. Dal glorioso Vietnam scappavano a migliaia rischiando la vita (boat people). Inoltre arrivavano in Europa occidentale i perseguitati del dissenso sovietico, reduci dai lager e dai manicomi dell’era di Breznev. Quando uscì arcipelago Gulag in Francia ci fu un’enorme reazione e molti intellettuali capirono che era giunto il tempo di prendere atto di quel mostruoso sistema creato con il totalitarismo comunista: Perché in Italia ciò non avvenne? Perché da noi gli intellettuali “impegnati”, molto impegnati anche ad occupare poltrone, chiusero gli occhi e addirittura marchiarono di pensatore reazionario il povero Solgenitsin. Parte notevole degli intellettuali italiani erano “bigotti” e come vedremo facili a passare dal sessantottismo al bigottismo. . Oggi ne vediamo ancora gli effetti.  In Francia, dove si prese atto del fallimento del comunismo, la gauche poté andare al potere. In Italia no, o meglio, si adattò al sistema di potere dominante con l’aiutino della grande borghesia illuminata e delle “Procure giustizialiste”

Quanto pesò il differente impegno a sostegno dei dissidenti nell’Unione sovietica nei rapporti tempestosi tra il PCI di Berlinguer ed il PSI di Craxi?  Si pensi alla vicenda della Biennale del dissenso a Venezia del 1977 fortemente voluta dai socialisti, contro cui tuonavano i sovietici con gli sbandamenti evidenti nel PCI che si salvò promuovendo tardivamente un convegno riparatore  a Firenze promosso dal Sindaco Gabbugiani

Molto e giustamente si fa riferimento alla vicenda della Biennale del dissenso a Venezia del 1977, contro cui non solo protestarono i comunisti sovietici ma “mugugnò” anche il PCI che pure diceva di voler cambiare verso. Salvo la eccezione del Sindaco Gabbuggiani a Firenze che però non fu seguito dal grosso del partito, nemmeno dall’ala più attenta al riformismo.

Bettino Craxi che curava allora i rapporti internazionali del PSI, segretario De Martino, non fece mancare il suo sostegno a Solgenitsin. La traduzione italiana di Arcipelago Gulag fu salutato da Craxi come “l’atto di accusa più vero e profondo nei confronti degli inquisitori della nuova era” (in “Avanti” 10 gennaio 1974.

Naturale che quando Craxi dopo De Martino approdò alla segreteria del PSI i rapporti con il PCI divennero sempre più difficili

E questo rifiuto a vedere la realtà sovietica per quello che era non persiste ancora oggi nelle resistenze a classificarla tra i totalitarismi del secolo, che porta al rifiuto del concetto di totalitarismo? In fondo i sovietici sono compagni che sbagliano

Esattamente. Persino nella storiografia si è a lungo indugiato o negato la definizione di totalitarismo applicata ai regimi comunisti. I “revisionisti” alla François Furet erano guardati con fastidio. Questa asimmetria, questo non vedere la dimensione sistemica del totalitarismo, del comunismo come del nazifascismo era necessario per lo sfruttamento dell’antifascismo come ultima risorsa politica.

Cosa si può dire   della posizione ufficiale del PCI riassunta nell’articolo di Giorgio Napolitano ed ovviamente avallata da Berlinguer e dal gruppo dirigente nel suo complesso?

Sulla posizione ufficiale del PCI nel caso di Arcipelago Gulag affidata a Giorgio Napolitano, allora responsabile della commissione cultura del PCI, con l’assenso del segretario Enrico Berlinguer, c’è poco da dire.

Napolitano è stato sempre, purtroppo, un “riformista mancato”. Specialmente negli appuntamenti decisivi Lo sanno anche i poveri “miglioristi” che insieme a qualche intellettuale socialista negli anni ottanta provarono ad uscire dalla contrapposizione e dalle secche del massimalismo presente di qua e di là per dar vita ad un vero indirizzo culturale e politico di tipo socialista liberale e decisamente riformista…

Infine, vogliamo fare un calcolo dei costi spaventosi del sistema sovietico? Eccolo, lo riprendo da Robert Conquest: tra il 1930 ed il 1953 il regime sovietico causò la morte di 20 milioni di persone. Più 7 milioni per le carestie indotte, come in Ucraina, dalla collettivizzazione forzata. Ancora nel 1950 nei Gulag erano ancora rinchiuse due milioni ed ottocentomila persone

 

 

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Politica

Info Luciano Pallini

Laureato in Economia e commercio all’università di Firenze con il massimo dei voti e la lode, Luciano Pallini è stato dal 1970 al 1975 responsabile dell’Ufficio studi del Comune di Pistoia. Qui, dal 1975 al 1988, ha ricoperto diverse cariche elettive. Già componente del consiglio di amministrazione dell’Irpet e della S.a.t. “Galileo Galilei” di Pisa, svolge da trent’anni attività di consulenza alle imprese e di ricerca economica. Attualmente svolge attività di coordinamento del Centro studi Ance Toscana e del Centro studi della Fondazione Filippo Turati. Presiede inoltre l’associazione E.s.t. (Economia società territorio) con la quale realizza progetti di sviluppo basati sulle risorse locali, in particolare i beni culturali.

Post precedente:L’Ucraina e il PD
Post successivo:Solo compagni che sbagliano?/2

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Daniele Carozzi

    13 Gennaio 2024 alle 23:28

    Questa intervista a Ciuffoletti mi regala una salutare boccata di ossigeno. Sono questioni per le quali mi batto da anni contro questi figli e nipotini di un comunismo che andrebbe finalmente messo al bando per gli eccidi (i famosi “compagni che sbagliano”, i razzismi, l’odio sociale, il degrado culturale e istituzionale che ha seminato in Italia dal sessantotto ad oggi. Unica loro banale risorsa: brandeggiare come clava l’antifascismo. Sotto di esso… il nulla!

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.