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PISTOIA, INTERVISTE AI CANDIDATI: ANNA MARIA CELESTI

Intervista di Luciano Pallini a Anna Maria Celesti, Candidata sindaco per il centrodestra – Elezioni comunali 2026.

di Anna Maria Celesti | 20 Maggio 2026

1. Quali sono stati i risultati più importanti di 8 anni di governo della città? quali i progetti avviati dalla Amministrazione cui Lei tiene di più e che vorrebbe portare a termine?

Nel mio ruolo di Assessore alle politiche di inclusione sociale in questi anni abbiamo costruito un welfare di comunità per superare l’ormai anacronistico welfare assistenzialistico. Nel costituire quindi una rete di comunità, abbiamo coinvolto le altre istituzioni, compreso le scuole, il volontariato e più in generale il terzo settore, le associazioni di categoria e quelle dei cittadini, con l’obiettivo di interagire, ciascuno per il proprio ruolo e funzione, per il bene della comunità, che ha permesso agli “invisibili” di non essere più tali. Oggi a Pistoia nessuna persona è lasciata sola a dormire per strada o alla stazione.

La nostra città in questi anni ha ritrovato fiducia in sé stessa e una nuova consapevolezza della propria identità. Abbiamo infatti lavorato per rendere Pistoia una città più vivibile, più curata e sempre più “a misura di persona”, investendo sulla qualità degli spazi pubblici, sulla mobilità dolce, sui parchi e sul recupero di luoghi simbolici della città.

Tra gli interventi che considero più significativi ci sono la riqualificazione di molte aree urbane e periferiche, il recupero di spazi culturali e storici, gli investimenti sul verde pubblico e sui quartieri, oltre ai lavori che hanno cambiato concretamente il volto della città, come Largo Treviso, Piazza San Lorenzo, il nuovo Parco Bartolini e la riqualificazione di Bottegone, solo per fare alcuni esempi. Per il futuro, vorrei portare a termine alcuni progetti strategici: la completa riqualificazione di Viale Adua, il grande parco urbano nell’area ex Ceppo e il recupero definitivo del Teatro Manzoni, oltre al completamento dei grandi interventi sulle periferie e sulle frazioni.

Ma l’obiettivo più alto è quello di uno sviluppo e di una crescita di Pistoia che deve passare dai nostri giovani e dai nostri due polmoni industriali: il vivaismo e Hitachi Rail, assieme all’indotto di Caterpillar. Negli anni abbiamo costruito rapporti concreti con il mondo produttivo e universitario. Penso al protocollo tra Comune, Fondazione Caript e AVI (Associazione Vivaisti Italiani), che rappresenta una delle grandi identità economiche di Pistoia e che vogliamo continuare a sostenere come motore di sviluppo, innovazione, ricerca e occupazione, con l’obiettivo di fare diventare Pistoia veramente la “Città delle Piante”.

Allo stesso modo, abbiamo lavorato per rafforzare il rapporto tra formazione e imprese attraverso l’ITS Prime (Istituto Tecnico Superiore) e il protocollo con l’Università di Firenze, con l’obiettivo di costruire a Pistoia percorsi formativi sempre più collegati alle esigenze reali del territorio (dal ferrotranviario alla meccano-tecnica, per arrivare al “green” e all’agroalimentare) e del mondo del lavoro.

Crediamo che questa sia una sfida decisiva: far sì che i nostri giovani siano protagonisti, offrire loro opportunità concrete di alta formazione e creare le condizioni affinché possano trovare lavoro qualificato nelle nostre aziende senza essere costretti a lasciare la città.

La vera crescita di un territorio si misura anche dalla sua capacità di far emergere talenti, sviluppare competenze e sostenere le proprie industrie, aiutandole a restare e crescere sul territorio, creando occupazione e nuova ricchezza per tutta la comunità.

Per fare tutto questo dovremo anche offrire loro nuovi spazi in cui ampliare le proprie attività, così come previsto dal Piano Strutturale, già approvato, e da quello Operativo, in corso di adozione, evitando così una delocalizzazione purtroppo in alcuni casi già avvenuta in altre regioni.

2. Quali gli ostacoli ed i freni maggiori all’azione di governo della città? E da quale parte vengono?

Il principale ostacolo è spesso rappresentato dalla complessità normativa e dalla lentezza burocratica che ne consegue. Amministrare oggi significa confrontarsi continuamente con vincoli, autorizzazioni e procedure molto lunghe, che rallentano anche opere importanti e condivise.

Un altro limite è stato il rapporto con alcuni livelli decisionali sovracomunali, soprattutto quando le scelte regionali non hanno tenuto sufficientemente conto delle esigenze dei territori. Penso ad esempio al settore della sanità e al trasporto pubblico locale.

3. Parliamo di risorse per investimenti e servizi: Lei pensa che si debba chiedere ai cittadini di contribuire di più frugandosi in tasca? O si debba rivendicare più mezzi dallo stato centrale (vengono sempre dalle nostre tasche) o dall’Europa? O piuttosto offrire più ampi spazi di intervento al privato, sia profit che del Terzo settore, con più ampi margini di libertà?

La nostra posizione è chiara: non vogliamo aumentare la pressione fiscale sui cittadini. In questi anni abbiamo dimostrato che si può investire anche intercettando risorse regionali, statali ed europee e costruendo collaborazioni intelligenti tra pubblico e privato. Questa amministrazione, oltre ai 30 milioni ottenuti per il PNRR, è stata in grado di vincere bandi per 150 milioni di euro, investendo come mai si era fatto a Pistoia. Anche per merito di una macchina comunale che ha funzionato ottimamente.

Io credo molto in un modello pragmatico: il pubblico deve mantenere il ruolo di indirizzo e tutela dell’interesse collettivo, ma senza pregiudizi verso chi vuole investire sul territorio, creare lavoro e contribuire allo sviluppo della città.

Anche il Terzo settore rappresenta una risorsa straordinaria, soprattutto sul piano sociale e comunitario. La vera sfida è usare bene le risorse, spendere in modo efficiente e creare alleanze positive con e per il territorio.

4. Come giudica la sanità pistoiese, la sua capacità di rispondere ai bisogni dei cittadini pistoiesi? E le riforme, con un inseguirsi di innovazioni (spesso rimangono sulla carta), quanto migliorano il servizio e quanto sconcertano e confondono il cittadino? E il nuovo Ospedale, come funziona? E le mega asl, unico caso in Italia, soddisfano i cittadini?

La sanità pistoiese ha grandi professionalità e punti di eccellenza, ma vive anche criticità che i cittadini percepiscono quotidianamente: liste d’attesa, difficoltà di accesso ai servizi e un senso di distanza crescente tra sistema sanitario e territorio.

Il nuovo ospedale ha sicuramente rappresentato un investimento importante e oggi svolge un ruolo fondamentale ma resta necessario rafforzare la sanità territoriale e di prossimità. Una città come Pistoia ha bisogno non solo di un grande ospedale efficiente, ma anche di servizi vicini ai cittadini, soprattutto agli anziani e alle frazioni.

Per questo abbiamo lavorato anche sul recupero del Ceppo e sul ritorno di funzioni sanitarie nel centro storico. Quanto alle “mega-ASL”, credo che il rischio sia quello di allontanare troppo le decisioni dai territori. I cittadini hanno bisogno di servizi semplici, chiari e vicini, penso specialmente alla nostra Montagna.

5. Pistoia è stato tra i comuni che più hanno spinto per la multiutility in borsa e per il ricomprendervi la gestione dell’acqua: oggi il vento, da sinistra in particolare, va in direzione opposta, per il ritorno ai santi vecchi. Tutto pubblico. La Sua idea?

Io credo che serva meno ideologia e più concretezza. I servizi pubblici devono funzionare bene, essere efficienti e sostenibili. Non serve pregiudizio, ma la capacità di garantire qualità, investimenti e tariffe sostenibili per cittadini e imprese.

La sfida vera è mantenere un forte controllo pubblico sugli indirizzi strategici e che siano garantiti capacità industriale, investimenti e innovazione. Tornare semplicemente indietro non risolve automaticamente i problemi.

6. Come giudica rapporti con la Regione per Pistoia? Esiste una visione di area vasta nella quale trovano risposte i territori o esiste una visione fiorentino-centrica che prevarica su ogni altra considerazione? Nuova Pista di Peretola SI o NO? E Terza corsia A11 SI o NO?

Siamo passati nel tempo da una visione fiorentino-centrica ad una prato-centrica.

Pistoia ha avuto la sensazione di essere penalizzata da una visione troppo concentrata su queste aree e oggi credo invece che serva una vera visione di area vasta, capace di valorizzare anche territori come quelli della nostra città, che possono avere un ruolo strategico nella Toscana settentrionale.

Sulla nuova pista di Peretola ritengo che qualsiasi scelta debba essere compatibile con la sostenibilità ambientale e con gli equilibri territoriali.

Sulla terza corsia dell’A11, invece, credo che sia un’infrastruttura necessaria per migliorare mobilità, sicurezza e competitività del territorio. È inoltre notizia di questi giorni di come il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ritenga il Casello di Pistoia Est “una delle opere infrastrutturali complementari e strategiche più rilevanti per il territorio toscano.

7. Scrive Maurizio Ferrera sul Corriere della sera “Il vero nodo è la crescita”. Concorda con questa affermazione? E se sì, quali sono le proposte per Pistoia che ha un passo stanco, ormai da tanti anni?

Sì, concordo. Senza crescita economica, occupazione e innovazione diventa difficile sostenere il welfare, i servizi pubblici e la qualità della vita. Per questo crediamo che uno dei temi decisivi dei prossimi anni sia la formazione. In un mondo che cambia rapidamente, dobbiamo dare alle persone, soprattutto ai giovani, strumenti concreti per trovare lavoro, riqualificarsi e costruire il proprio futuro qui, a Pistoia.

In questi anni la città ha compiuto un passo molto importante con l’attivazione del primo ITS, nato grazie alla collaborazione tra istituzioni, enti formativi, Regione Toscana, Comune di Pistoia e Fondazione Caript. Una struttura moderna e altamente specializzata che permette ai giovani di formarsi nei settori della manutenzione ferroviaria, dell’automazione industriale e delle tecnologie avanzate per il trasporto.

È un modello che funziona perché nasce dai bisogni reali del territorio: quasi il 100% degli studenti trova occupazione a un anno dal diploma. Questo significa creare opportunità vere, trattenere i nostri giovani e aiutare le imprese a trovare competenze qualificate.

Il nostro obiettivo è rafforzare ulteriormente l’ITS, ampliando i percorsi formativi (anche al “green” e all’agroalimentare assieme all’Istituto Agrario e ai vivaisti) e coinvolgendo sempre di più le aziende del territorio nella progettazione dei corsi e negli stage. Penso al comparto vivaistico, alla meccatronica, a realtà industriali strategiche come Hitachi Rail e a tutto il sistema produttivo pistoiese. Formazione e imprese devono camminare insieme.

Allo stesso tempo, vogliamo portare avanti con decisione il patto costruito con l’Università degli Studi di Firenze e Fondazione Caript per fare di Pistoia una vera città universitaria. Non è più solo un’idea: è un percorso concreto già avviato.

L’obiettivo è creare a Pistoia percorsi universitari collegati alle vocazioni del territorio: agraria e filiera del verde legate al vivaismo, ingegneria e innovazione tecnologica, professioni sanitarie e servizi alla persona. Un modello che unisce formazione, ricerca e imprese, favorendo innovazione, trasferimento tecnologico e nuove opportunità occupazionali.

In questo quadro sarà fondamentale anche il rafforzamento e l’espansione della zona industriale di Sant’Agostino, che rappresenta uno dei principali poli economici del territorio. In questi anni abbiamo già investito sul miglioramento della viabilità e dell’accessibilità; ora vogliamo proseguire con un progetto di riqualificazione urbana e produttiva che renda l’area sempre più moderna, efficiente e integrata con la città.

Il nuovo Piano Strutturale prevede inoltre l’estensione dell’area industriale verso Montale, proprio per rispondere alla crescente richiesta di spazi produttivi e permettere alle aziende di crescere senza lasciare il territorio. Questo è decisivo per mantenere a Pistoia realtà strategiche come Hitachi Rail, tutto il suo indotto e filiere produttive legate alla meccanica e ai grandi gruppi industriali internazionali come Caterpillar. La sfida è chiara: creare le condizioni affinché le industrie investano ancora qui, generando lavoro, innovazione e ricchezza per l’intera comunità.

Pistoia deve crescere valorizzando ciò che già la rende forte: il vivaismo, la manifattura, la cultura, il turismo di qualità e le industrie strategiche presenti sul territorio. La vera sfida è creare lavoro qualificato, trattenere talenti e fare in modo che i giovani possano costruire qui il proprio futuro, senza essere costretti ad andarsene.

8. La prima scelta che ha in mente di fare per Pistoia, se eletta.

Le mie prime scelte saranno proiettate nella direzione di crescita e sviluppo di Pistoia, partendo dai giovani, il presente e il futuro della nostra Città. L’impegno è quello di portare avanti i due succitati tavoli: il protocollo tra Comune, Fondazione Caript e AVI (Associazione Vivaisti Italiani) per Pistoia “Città delle Piante e quello con l’Università di Firenze, ampliando i percorsi ITS nei settori strategici del nostro territorio, dall’industria al vivaismo, fino al green e all’agroalimentare, così da creare opportunità concrete di lavoro e specializzazione per i nostri ragazzi.

Un percorso vincente visto che negli ultimi due anni i partecipanti hanno trovato lavoro nelle nostre imprese nel 98% dei casi. Grazie all’investimento della Fondazione (50 milioni di euro) la facoltà di ingegneria meccanica sarà portata nella sede dell’ex Annona, costituendo dei laboratori di ricerca e di innovazione di ingegneria meccanica ferrotranviaria, in collaborazione con le nostre imprese che contribuiranno a dettare la linea delle specializzazioni. Il tutto mantenendo anche scienze infermieristiche e allargando il percorso universitario anche alla scuola di Agraria, in collaborazione con il nostro Istituto De Franceschi.

L’obiettivo, come detto, è permettere ai nostri giovani di formarsi e lavorare nel nostro territorio, aumentando le possibilità di occupazione e lo sviluppo dell’intera città.

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Pubblicato in : Apertura, Politica

Info Anna Maria Celesti

Nata a Messina è una ginecologa e politica italiana, Vicesindaco con funzioni di Sindaco del Comune di Pistoia. Laureata in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Firenze nel 1980, si è specializzata in Ostetricia e Ginecologia presso il medesimo ateneo nel 1985. È iscritta all’Ordine dei Medici di Pistoia dal 1980. Dal 1997 al 2014 ha ricoperto il ruolo di Responsabile della Struttura Organizzativa di Ostetricia e Ginecologia presso la Casa di Cura Villa Donatello di Firenze, dove continua a esercitare l’attività libero professionale. Da marzo 2011 al 2016 ha presieduto il Comitato Etico del Centro Oncologico Fiorentino. Iscritta a Forza Italia ha ricoperto diversi incarichi politici e amministrativi. Consigliere Regionale della Toscana, Assessore del comune di Pistoia e dal dicembre 2025 ricopre ufficialmente l’incarico di Vicesindaco con funzioni di Sindaco.

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