Alla terza edizione di “Medusa, la Gorgone”, la mostra internazionale d’arte moderna e concorso artistico che si terrà a Livorno del 23 luglio al 9 agosto, l’Ucraina sarà rappresentata dal progetto “Guardiane della Vita 4.5.0.”, la mostra fotografica ideata e curata da Yuliya Faccin che in più di un’occasione ha collaborato col nostro periodico.
Il tema della mostra è la rilettura della Gorgone Medusa attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea.
Figura ambivalente come ogni altra creazione del mito, essere mostruoso che era stato bellissima giovane, pericolo mortale per chiunque la guardi ma anche simbolo di protezione e difesa, il cui nome significa appunto “protettrice” o “guardiana”, nel corso dei secoli la sua storia è stata reinterpretata a seconda del mutare delle sensibilità e dei valori ed ha assunto nuovi significati simbolici.
Oggi è vista anche come la vittima colpevolizzata e punita che reagisce all’ingiustizia trasformando la sofferenza e la rabbia in resistenza. Basterebbe questo per dire che la nostra amica Yuliya ha colto nel segno associando la “guardiana” della mitologia greca alle giovani volontarie ucraine che al fronte sono impegnate nelle operazioni di immediato soccorso e di evacuazione dei civili e degli animali dalle zone di guerra.
C’è però anche dell’altro: il volto di Medusa quale simbolo di protezione è presente sullo scudo di Atena, cioè di uno dei simboli più forti della cultura in cui affondano le radici della democrazia, del nostro modo di pensare e di stare al mondo, alla cui difesa sono impegnate quotidianamente da più di quattro anni le “Guardiane della Vita 4.5.0.”




LA VICENDA ROGGERO
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