Alla vigilia del cessate il fuoco a Gaza sento il dovere di ricordare gli incontri di pace in Toscana (a Montecatini e a Pisa) e in Giordania sul Mar Morto promossi congiuntamente da Riad Malki – attuale Ministro degli Esteri della ANP e dal compianto Ron Pundak, uno dei più abili negoziatori di Oslo per la delegazione Israeliana Ron Pundak, a Key Israeli in Oslo Accords, Dies at 59 (Published 2014).
Sono passati più di 15 anni dal coraggioso ciclo di conferenze bilaterali Forum for Peace nel format della multi-track diplomacy “people to people” tra israeliani e palestinesi di cui sono stati protagonisti numerosi e importanti esponenti della società civile delle due parti.
L’ auspicio e che – con i tempi necessari di maturazione – il cessate il fuoco offra l’ opportunità di riprendere a tutti i livelli il filo sottile quanto cruciale dei contatti bilaterali riservati e successivamente della public diplomacy.
Tuttavia, nella nuova cornice determinata dal cessate il fuoco, é giunto anche il momento di dire tutta la verità sulla questione nazionale palestinese, verità che ormai è ormai sotto gli occhi di tutti.
Più crescono la cultura del martirio, la violenza antisemita e la lotta armata per la distruzione di Israele. più la soluzione della questione nazionale palestinese si allontana.
Purtroppo a partire dal Golpe di Hamas nella Striscia (2007) più che per la creazione di uno Stato palestinese ci si è mossi per la distruzione di Israele, come è dimostrato inequivocabilmente dal massacro del 7 ottobre e last, but non least, dalle dichiarazioni pubbliche delle massime autorità politiche e religiose iraniane.
Per queste ragioni – ricordando con commozione i momenti di intenso dialogo – ritengo doveroso rivolgere pubblicamente – dalle colonne di Formiche – al Ministro degli Esteri dell’ Autorità Nazionale Palestinese. Riad Malki un appello all’insegna del pragmatismo politico.
Al netto degli inaccettabili comportamenti che dei coloni abusivi israeliani che esulano da questo articolo, l’opinione pubblica deve capire che per riaprire la prospettiva politica e diplomatica favorevole ad uno Stato palestinese serve una rivoluzione copernicana.
Forse è un solo una suggestione, ma – a mio avviso – sarebbe una mossa di portata storica se una personalità autorevole come Riad Malki – insieme ad altri leader palestinesi – fossero i promotori di questa svolta, culturale ancor prima che politica.
La liberazione dell’ India dall’ impero britannico resta una grande fonte di ispirazione.Perché non riscoprire e attualizzare la straordinaria determinazione di Gandhi e rifondare su basi completamente nuove il movimento per la creazione dello stato palestinese?


IL MONDO G-ZERO CHE CI ATTENDE
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