• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

INTERVISTA A MAURO GRASSI

Prospettive politiche aperte dall’intervista di Renzi.Servono volti nuovi, in grado di utilizzare autorevolezza e capacità dimostrate in altri campi, al servizio della costruzione della casa dei riformisti italiani.

di Luciano Pallini | 19 Luglio 2024

“Que reste-t-il…” cosa resta dell’ambizione, del sogno di costruire una forza di ispirazione riformista, orientata alla crescita del paese, alla creazione di lavoro di qualità, a delineare un futuro per i giovani, ad assicurare un welfare efficiente in un contesto di equità, al metter mano alla riduzione del debito pubblico che è sempre di più un “macigno” per le future generazioni.   

Domando a Mauro Grassi, economista, riformista eccellente, iscritto a Azione ed Italia Viva e ultimamente anche a Libdem, elettore di Stati uniti d’Europa, la sua opinione sulle prospettive politiche aperte dall’intervista di Renzi.

1.Dice Renzi che per battere questa destra al governo va dichiarata chiusa la stagione dei veti e vanno messi insieme i voti. Non è che succede come in Francia con il Nuovo Fronte popolare, dove si ferma la destra ma non si è capaci di esprimere un programma di governo attuabile?

Renzi prende atto di una sconfitta. Quella dei riformisti in Italia che sono andati sparpagliati verso la disfatta ed invece di ammettere un “errore soggettivo” dei gruppi dirigenti preferisce la narrazione che la politica è oramai polarizzata e quindi non c’è uno “spazio oggettivo” per una terza forza. Ciò che sta succedendo in Europa, e per alcuni versi anche in Francia dove il “centro” sta nel “gioco”, smentisce che questa della polarizzazione sia l’unica strada percorribile. Ed è certamente vero che la polarizzazione sta dimostrando in tutto il mondo di provocare danni enormi alla politica. Gli estremi invece di restare “marginalizzati”, come sarebbe utile, diventano la componente decisiva, arrogante e distruttiva di ogni maggioranza e portano gli Stati democratici lontani da buone e sane gestioni programmatiche. 

2.Sul terreno dei contenuti, come possono stare insieme i propugnatori di reddito di cittadinanza e del bonus 110% che hanno scassato i conti pubblici e i firmatari del referendum contro il jobs act con l’impegno che per una diversa visione della crescita è stato messo in campo da Renzi e Calenda, finché non si sono incomprensibilmente divisi, con gli esiti catastrofici visti all’europee? Davvero avevamo scherzato? Per non parlare delle questioni internazionali, dal sostegno efficace e non a parole all’Ucraina, alla difesa di Israele alla concezione dell’Europa il PD, si potranno strappare collegi marginali: ma l’umore degli iscritti e degli elettori di IV è tendenzialmente contrario a questa prospettiva. Cosa ne pensi?

È quello che stavo dicendo. Sia nel centrosinistra che nel centrodestra ci sono “posizioni” accettabili e positive per l’economia, per il welfare, per l’immigrazione, per la gestione della spesa pubblica e del debito e per la politica di difesa nazionale e di collocazione internazionale. Sono convinto che, come succede in Europa, un “centro forte e autorevole” potrebbe aggregare il buono che c’è nel centrodestra e nel centrosinistra. E il compromesso risulterebbe di alto livello programmatico. Ed invece sia che vinca il centrodestra sia che vinca il centrosinistra bisogna fare i conti con personaggi impresentabili e con proposte politiche populiste, abborracciate e prive di una qualsiasi sostenibilità finanziaria. Non parliamo della politica estera. In quel caso destra estrema e sinistra estrema spesso si ritrovano sugli stessi slogan. Putin piace ad ambedue le estreme a dimostrazione della scarsa credibilità delle stesse.

4.Sostiene ancora Renzi che sulla sua proposta deciderà l’Assemblea nazionale ma non mi pare abbia mai tenuto conto delle opinioni altrui, e non gradisce iniziative autonome come quelle messe in campo da Marattin e Costa. Ha un senso questa iniziativa?

Ma quale Congresso? Renzi ha già deciso la linea. Si sta nel centrosinistra senza veti per cui anche Conte diventa uno statista a suo modo. La partita dell’altro giorno è stata emblematica Renzi e Schlein si abbracciano, pur se dopo un goal non convalidato, e Conte segna su rigore. Che volete di più? L’iniziativa di Marattin e Costa è generosa. I due sono tecnicamente molto validi ma politicamente abbastanza deboli. Se nel corso del viaggio non trovano qualche “supporto” collettivo o di singole personalità autorevoli ho paura che la proposta non vada molto lontano.

5.Pare che alla fine a presidiare il terreno dell’ex terzo Polo resti il solo Calenda, al quale nuoceva l’ombra di Renzi. Ora che Renzi si accinge a tornare all’ombra della casa madre, potranno incontrarsi Calenda con Marattin e Costa e dare vita a un Terzo polo senza Renzi?

Calenda, che apprezzo dal punto di vista tecnico, ha una autorevolezza politica relativamente limitata. Negli ultimi tempi si è posizionato, in negativo e in maniera alternativa, alle scelte di Renzi. Per cui ne è parso, alla fine, succube. Una nuova svolta di “distacco” dal PD e di ritorno al progetto del terzo polo non so quanto sarebbe apprezzato dalla diaspora dei riformisti italiani. Ho l’impressione che ci sia necessità di volti nuovi, in grado di utilizzare autorevolezza e capacità dimostrate in altri campi, al servizio della costruzione della casa dei riformisti italiani. A quel punto Forza Italia diventerebbe un interlocutore privilegiato.

6.Ma alla fine, chi vorrà o potrà rappresentare i riformisti nel paese delle corporazioni e dei privilegi, piccoli e grandi ma tutti tenacemente difesi?

C’è uno spazio oggettivo di un 20% di elettori italiani che non si riconoscono in maniera assoluta in una narrazione politica polarizzata. E che ambirebbero a vagliare le proposte serie, avanzate sia a destra che a sinistra che al centro, per farne un programma serio di governo di medio periodo. Il tempo necessario per portare fuori l’Italia dal guado in cui si trova attualmente impantanata. Manca un soggetto politico in grado di rappresentare questa posizione e questa esigenza fondamentale del paese. La polarizzazione serve soltanto, oramai è sperimentato, a far governare “maluccio” ora l’una ora l’altra parte. Con scarsi risultati in termini di innovazione strutturale del paese. Basta vedere “l’aborto” del PNRR che doveva essere uno strumento di cambiamento del paese e andrà bene se rappresenterà uno stimolo alla crescita economica grazie alla spesa aggiuntiva in investimenti. Cosa buona, ma niente in confronto alla “spinta”, anche istituzionale e normativa, che doveva rappresentare. Costruire il “centro” è necessario. Andare a sedere in qualche scranno, a destra o a sinistra, con la bandierina centrista può servire. In particolare, a quelli che andranno a ricoprire quelle sedie. Ma non è quello di cui ha bisogno il paese. Per me, ho dismesso tutte e tre le tessere. Non servono più. Mi iscriverò di nuovo quando qualcuno deciderà di lavorare per un “soggetto forte” che ambisce a sviluppare una politica contro fascismi e comunismi, populismi e demagogie, statalismi e assistenzialismi. Non se ne può più. Il paese affossa e ai giovani non resta che andare, giustamente, all’estero.

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Apertura, Politica

Info Luciano Pallini

Laureato in Economia e commercio all’università di Firenze con il massimo dei voti e la lode, Luciano Pallini è stato dal 1970 al 1975 responsabile dell’Ufficio studi del Comune di Pistoia. Qui, dal 1975 al 1988, ha ricoperto diverse cariche elettive. Già componente del consiglio di amministrazione dell’Irpet e della S.a.t. “Galileo Galilei” di Pisa, svolge da trent’anni attività di consulenza alle imprese e di ricerca economica. Attualmente svolge attività di coordinamento del Centro studi Ance Toscana e del Centro studi della Fondazione Filippo Turati. Presiede inoltre l’associazione E.s.t. (Economia società territorio) con la quale realizza progetti di sviluppo basati sulle risorse locali, in particolare i beni culturali.

Post precedente:MALPENSA O MAL PENSA’? 
Post successivo:ASTENSIONISMO: AREA STUDI LEGACOOP-IPSOS, SCARSA FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI “ELETTIVE”

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giancarlo

    20 Luglio 2024 alle 09:41

    Posizione del tutto condivisibile. Ma resta vox clamantis in deserto. Senza un leader e un punto di riferimento politico non si va da nessuna parte. Renzi, Calenda e Bonino hanno sprecato una grande occasione. Che se siano accorti i figli di Berlusconi e che cerchino di provvedere?

    Rispondi
  2. Armida Nardi

    20 Luglio 2024 alle 14:14

    nomi nuovi ? ma chi ? io sto soffrendo per la fine ingloriosa di IV, non vedo intorno una classe dirigente preparata…un avvocatuccio ,Conte, che diventa uno statista, un Calennda che se non fosse così invidioso e rincorso, poteva essere una spalla di Renzi . ed infine Renzi che ha diritto di fare la sua strada senza essere bersagliato da tutti.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.