• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

GAZA NON È AUSCHWITZ. PERCHÉ LA LEZIONE DI CARIDI STERMINA LA MEMORIA DELLA SHOAH

Quel titolo è una mistificazione deliberata fatta per usare contro gli ebrei la memoria dello sterminio degli ebrei.

di Carmen Dal Monte | 26 Gennaio 2026

Quando Auschwitz viene usato per dire altro da sé, siamo nel campo della manipolazione. È quanto accadrà a Pistoia, Capitale Italiana del Libro 2026, il 26 gennaio. La rassegna Le parole di Hurbinek – dedicata alla memoria della Shoah e ispirata al bambino muto di Auschwitz che riusciva a pronunciare solo la parola “fuga”– ha infatti scelto di tenere una “lezione civile” dal titolo programmatico: Gaza è Auschwitz. Non è Auschwitz. Non è meno di Auschwitz. A tenerla, Paola Caridi.

Quel titolo è una mistificazione deliberata fatta per usare contro gli ebrei la memoria dello sterminio degli ebrei. Un ossimoro calibrato che finge equilibrio per produrre un’equiparazione. La formula procede per negazioni apparenti, ma mantiene Auschwitz come unità di misura assoluta dell’orrore, trasferendone la funzione simbolica su Gaza. Il paradosso diventa così uno scudo retorico. La sinossi ufficiale conferma l’impianto del “genocidio dei palestinesi” assunto come fatto acquisito.

Peccato che il genocidio resti una categoria giuridica precisa, la cui applicabilità a Gaza è quanto meno discutibile. Contrariamente alla narrazione prevalente, nel gennaio 2026, la Corte Internazionale di Giustizia non ha accertato alcun genocidio: si è limitata a  chiedere a Israele misure preventive. La Corte Penale Internazionale non ha emesso mandati per genocidio, ma per crimini di guerra e contro l’umanità. Dichiarare il genocidio per via retorica è una falsificazione del termine giuridico. Peggio ancora se si effettua una selezione ideologica delle vittime, cancellando consapevolmente ciò che accade in Ruanda, Bosnia e Darfur, oppure a danno di Yazidi, Rohingya e Uiguri, per trasformare Gaza nel “primo genocidio contemporaneo”. Non è un caso, ma un attacco voluto all’“eccezionalismo della Shoah”.

L’unicità di Auschwitz è basata su un fatto storico: la volontà di annientamento totale di un popolo in quanto tale, attraverso l’industrializzazione burocratica dello sterminio. Ridurlo a numeri consente di rendere Auschwitz una categoria comparabile e trasferibile, un’operazione respinta con rigore da studiosi come Raul Hilberg e Yehuda Bauer. In questo quadro, il discorso di Caridi non è un pensiero radicale, ma si colloca come voce derivativa, epigona di epigoni, all’interno di una filiera concettuale già consumata: un lessico che si presenta come innovativo mentre ripete formule culturalmente premiate, scambiando un rutto per un sospiro e il pregiudizio per analisi storica. Il “mai più”, che indicava un impegno politico e morale contro il ritorno dell’antisemitismo di Stato, si trasforma quindi in una promessa mancata.

Peggio, in un atto d’accusa contro Israele che produce il rovesciamento simbolico: la Shoah diventa metro per imputare agli ebrei ciò di cui furono le vittime. Per nascondere la fragilità logica di questo impianto soccorre la chiave coloniale come spiegazione totale. Gaza sarebbe unica per il legame popolazione-terra, ma poiché lo rivendicano entrambe le parti ridurlo a schema coloniale risponde a un banale pregiudizio ideologico. E che dire della distruzione che coinvolgerebbe umano e non umano?

Ancora una volta, una lettura che scambia categorie morali per strumenti analitici e ignora la presenza di un attore come Hamas, del suo obbiettivo di eliminare Israele e gli ebrei, lo sterminio intenzionale del 7 ottobre, l’uso dei civili israeliani e palestinesi come scudi umani. Nel loro insieme, questi elementi compongono una metafisica della memoria, nella quale Auschwitz perde la funzione di evento-limite e diventa simbolo plasmabile a piacere.

Più che la comprensione di Gaza, l’evento di Pistoia è una operazione di riscrittura della Shoah: un pensiero che piega il passato altrui per tentare di legittimare il proprio pregiudizio.

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Apertura, Esteri, Politica

Info Carmen Dal Monte

CEO di Takeflight, società attiva nel settore dell’intelligenza artificiale per scuole e imprese. Ha insegnato etica della finanza e comunicazione della scienza in diverse università italiane. I suoi ambiti di ricerca includono l’etica, l’intelligenza artificiale, la comunicazione della scienza, i sistemi di classificazione nella storia della cultura e l’innovazione didattica nelle scienze umane e sociali. È autrice di saggi e articoli su questi temi.

Post precedente:LA MEMORIA SVANITA. LA SHOAH È FRA NOI E GIORNO PER GIORNO ELIMINA GLI EBREI
Post successivo:ESPLOSIONE DEL NUOVO ANTISEMITISMO DEL XXI SECOLO: LE RAGIONI PROFONDE 

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.