• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

Il silenzio su Israele

Il PD ha valutato positivamente, per le possibili convergenze, l’elezione di Biden in America e di Starmer alla guida del Labour ma, nei Dem, rispetto agli alleati americani e britannici, restano profonde differenze su Israele.

di Valentino Baldacci | 28 Novembre 2020

In un intervento su la Repubblica di lunedì 23 novembre (“Biden-Starmer e i progressisti italiani”) il leader del Pd Nicola Zingaretti esprime la propria soddisfazione sia per l’elezione del nuovo presidente americano che per la scelta di un nuovo leader del Partito laburista britannico indicando anche tutta una serie di punti programmatici sui quali ci può essere una convergenza tra le posizioni del Partito democratico e quelle dei laburisti e dei democratici americani. Non entro nel merito dei punti esposti sui quali si può essere anche d’accordo, magari limando un po’ la patina ideologica che non manca mai nel linguaggio dei dirigenti che provengono dal PCI. Ma non si può non rilevare una “dimenticanza”, quella relativa al Medio Oriente, che poi significa soprattutto quella dei rapporti con Israele.
Biden è un leader che in tutta la sua carriera politica è stato costantemente amico di Israele e non ha mancato in varie occasioni di manifestarlo. Si può ragionevolmente presumere che la politica americana verso Israele quale si è andata strutturando negli ultimi quattro anni non subirà sostanziali modifiche; sarà certamente usato un linguaggio diverso, perché Biden non è Trump – e questo non è male – ma la sostanza rimarrà immutata, il sostegno a Israele resterà un punto fondamentale della politica estera degli Usa, l’ambasciata americana resterà a Gerusalemme, proseguirà il sostegno alla politica di reciproco riconoscimento tra lo Stato ebraico e gli Stati arabi, anche perché si tratta di una politica che viene portata avanti in autonomia dal governo israeliano e da quelli arabi interessati; sull’Iran ci sarà probabilmente un cambiamento di linguaggio, ma Biden sa benissimo che lo Stato degli ayatollah resta il principale pericolo per l’equilibrio del Medio Oriente.
Per quanto riguarda Starmer, una delle sue principali preoccupazioni appena divenuto leader del Labour Party è stato quella di condurre una lotta decisa contro tutte le forme di antisemitismo che si erano fatte strada nel partito e che avevano trovato copertura in Jeremy Corbyn. Antisemitismo che significava in primo luogo odio contro Israele, come d’altra parte avviene un po’ dappertutto. Quanto decisa sia stata in questa direzione la lotta di Starmer lo dimostra la recente decisione di escludere Corbyn dal gruppo parlamentare laburista.
A fronte di queste chiare linee politiche dei leader progressisti americano e britannico, quale è la politica del Partito Democratico? Non credo di esagerare dicendo che la stessa parola “Israele” è pressoché tabù in quell’ambiente e se viene pronunciata è solo per condannare lo Stato ebraico per le sue presunte colpe nei confronti dei palestinesi. In realtà non mancano nel Pd figure anche rilevanti, sia a livello nazionale che locale, che hanno nei confronti di Israele una posizione radicalmente diversa; ma le loro voci non si odono, anzi sono soffocate nel generale conformismo. Si sentono invece, e con grande strepito, le voci di organizzazioni come l’Arci e l’Anpi (in quest’ultimo caso con la felice eccezione di Milano) che sono diventate il ricettacolo del peggior estremismo antiisraeliano e da dove partono le iniziative a favore del Bds, il movimento che promuove il boicottaggio economico, e non solo, dello Stato ebraico. Arci e Anpi non sono strutture del Pd, è vero, ma sono espressioni di quella sinistra diffusa che alla fine trova soprattutto nel Pd la sua espressione politica e parlamentare. D’altra parte l’ostilità verso Israele trova una manifestazione ufficiale nei voti espressi dal governo italiano, di cui il Pd è un sostegno essenziale, nelle votazioni dell’Assemblea generale dell’Onu, e dove la delegazione italiana vota costantemente contro Israele, anche sulle questioni nelle quali potrebbe senza fatica fare una sforzo di autonomia. Particolarmente odioso è il periodico voto, confermato anche pochi giorni fa, a proposito della denominazione da usare nei confronti del luogo di Gerusalemme che per gli ebrei è il Monte del Tempio, per il quale è ammessa la sola denominazione araba (Haram al-Sharif), a significare il rifiuto del riconoscimento di ogni legame non solo con la tradizione ebraica ma anche con quella cristiana: se quel luogo diventa sacro solo con la conquista islamica, dove è andato il bambino Gesù a discutere con i sapienti e da dove lo stesso Gesù ha cacciato i mercanti?
Il silenzio del leader del Pd su queste questioni toglie forza alla sua volontà di unirsi a Biden e a Starmer in uno schieramento progressista mondiale. Apra perciò, come ha fatto Starmer, un dibattito sulle forme di antisemitismo che sono presenti nel Pd sotto forma di antisionismo, di odio verso Israele. Sarebbe un’esperienza salutare che porterebbe alla luce posizioni che finora sono di fatto costrette al silenzio. E sarebbe un dibattito e una riflessione tanto più salutare perché altrimenti sembra che in Italia le uniche forze politiche vicine a Israele siano quelle di destra. Della recente vicinanza a Israele delle forze politiche sovraniste non ci si dovrebbe d’altra parte lamentare perché ogni revisione delle posizioni antisemite che storicamente hanno caratterizzato una parte della destra italiana non può che essere salutata favorevolmente; ma non si deve nemmeno dimenticare che ancora oggi esistono tra le posizioni della destra sovranista e alcuni gruppi dell’estrema destra pericolose contiguità che richiedono anch’esse di essere recise.

 

(questo articolo con il consenso dell’autore è ripreso da “Pagine Ebraiche 24” del 26/11/2020)

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Redazionale

Info Valentino Baldacci

Post precedente:Macron e l’Europa
Post successivo:Mattarella, dove sei?

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.