Questa è la lettera che 125 firmatari (giornalisti, professori universitari, avvocati, imprenditori, politici fiorentini, cittadini toscani e non solo tra cui Luciano Pallini, Paolo Macry, Anna Paola Concia, Niram Ferretti, Riccardo Innocenti, Susanna Nirensztein, Grazia Carifi, Aldo Rosati, Carmen Del Monte, Corrado Besozzi, Emanuel Segre Amar…) hanno voluto inviare al Presidente della Regione Toscana dopo il suo annuncio sul mancato rinnovo di Marco Carrai a presidente della Fondazione dell’Ospedale Meyer.
Al Presidente della Regione Toscana
Eugenio Giani
“Contro Marco Carrai viene esibito un solo fatto, pregiudizialmente insopportabile: è console onorario di Israele. Una carica evidentemente incompatibile con qualsiasi altra attività. Ci pare che il ragionamento sia sufficientemente rozzo (e, al tempo stesso, pericoloso): sei amico degli ebrei, o ebreo, non puoi ambire ad incarichi di evidenza pubblica. Se non è la famigerata ‘caccia’, o la logica bruta dell’epurazione, è qualcosa di molto simile”
Questo scrivevamo nella lettera a Lei indirizzata nel giugno 2025, per rispondere all’infamante campagna scatenata contro Marco Carrai, Presidente della Fondazione Meyer, ruolo nel quale per riconoscimento unanime ha ottenuto lusinghieri risultati nella raccolta di fondi per la cura dei bambini di qualsiasi nazionalità essi siano, inclusi bambini provenienti da Gaza. Nei fatti praticando la solidarietà umanitaria cui la politica, nella Sua persona di Presidente della Regione, ha invece deciso di anteporre l’ideologia: la pace, faticosa da costruire, si costruisce con gesti concreti.
E sulla realtà della guerra di Gaza seguita al massacro del 7 ottobre, una tragica terribile guerra in un contesto mediorientale tormentato, è mancata qualsiasi riflessione che puntasse a comprenderne le cause e aiutare a trovarne faticosa soluzione.
E non ci si dica che la rimozione è questione tecnica perché la caccia all’ebreo, comunque mascherata da caccia al sionista, rappresenta il primo passo di una deriva verso un mondo disumanizzante: Lei avrà ben presente il testo del pastore luterano Niemoller “«Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare”.
È una deriva che dilaga contro il sionista, contro l’israeliano, contro l’ebreo: dalla rottura dei rapporti di collaborazione universitaria all’ostracismo agli investimenti in settori strategici come quello energetico al boicottaggio di prodotti farmaceutici nelle farmacie pubbliche.
Una deriva sostenuta da forze politiche e movimenti che, indifferenti – ora come in passato – ad altre tragiche guerre e pulizie etniche, hanno fatto della caccia all’ebreo, al sionista, all’israeliano la loro unica ragion d’essere: hanno preteso lo scalpo del presidente della Fondazione Meyer Marco Carrai e Lei glielo ha dato: una purga, che, fatte le debite proporzioni, ricorda l’ultima purga di Stalin in Unione Sovietica, contro il complotto dei medici ebrei.
Non sappiamo chi sarà chiamato a sostituire Carrai dal nuovo direttore generale del Meyer, al quale lo Statuto assegna la scelta ma certamente con il suo placet: chi sarà interpellato per assumere quella presidenza ricordi come si comportò, qui a Firenze nel 1938, un intellettuale e scrittore fascista, Massimo Bontempelli, Accademico d’Italia e segretario nazionale del Sindacato Fascista Autori e Scrittori: si rifiutò di succedere ad Attilio Momigliano, sollevato dalla cattedra di Letteratura italiana nell’Università di Firenze perché ebreo, e per questo rifiuto venne espulso dal PNF, anche se questo non gli valse, nel dopoguerra, il perdono del suo passato.
Susanna Nirensztein, Anna Paola Concia, Luciano Pallini, Zeffiro Ciuffoletti, Alessandro Petretto, Tiziano Allodoli, Gianfranco Almansi, Giuseppe Altamore, Maria Teresa Anfossi, Luciano Angeli, Cecilia Armellini, Evelyne Arrighi, Antonio Bacchi, Jordan Baldassini, Gianni Baldassini, Sarah Daphne Baldassini, Giovanni Baldi, Mike Ballini, Beppe Batini, Valter Jonathan Bencini, Corrado Besozzi, Tommaso Bianchi, Kishore Bombaci, Pamela Bonaiuti, Emanuele Bresci, Silvia Brunelli, Elio Cabib, Franca Cacesi, Elia Calisi, Enrico Camerini, Daniela Camerini, David Camerini, Paola Cammi, Grazia Carifi, Riccardo Cariglia, Anna Maria Cariglia, Susanna Caro, Milca Caro, Roberto Catanzano, Danilo Cecchi, Marco Chistolini, Carla Chiti, Pierluigi Couzzi, Massimo De Angelis, Martin de Mello Sorenson, Carmen Del Monte, Tiziana della Rocca, Peppe Di Biagio, Mauro Di Castro, Maria Didonna, Beatrice Donati, Tommaso Ducci, Michela Ebreo, Renzo Fagioli, Franco Fazzi, Daniela Fedi, Niram Ferretti, Paola Fortunati, Cristina Fumagalli, Sergio Gatteschi, Anna Bruna Geri, Sergio Giusti, Fausto Antonio Gonfiantini, Mauro Grassi, Andrea Gualtierotti, Guido Guastalla, Carla Guastalla, Federica Iaria, Riccardo Innocenti, Gérard David Journo, Rita Bella La Rosa, Carlo Lancia, Sergio Landi, Umberto Lascar, Donatella Lauro, Cristina Licheri, Paolo Macry, Giancarlo Magni, Alberto Magnolfi, Matteo Mallardi, Marcello Martellini, Pier Gino Megale, Augusta Meggiboschi, Antonio Melai, Lina Mezzani, Emilia Morgulis, Rosita Orlandi, Omar Ottonelli, David Pacifici, Ilaria Paoletti, Monica Passalacqua, Umberto Pavoncello, Giampaolo Perugi, Gloria Pianigiani, Enzo Raspolli, Linda Rauch, Marco Ravaioli, Giulio Ravenna, Francesca Romei, Aldo Rosati, Bonaccorso Rosselli Cecconi, Franco Rossi, Riccardo Rossini, Edoardo Sadun, Giovanni Sadun, Angela Sadun, Marion Safra, Francesco Salvi, Milena Samà, Carlo Santarlasci, Alisa Santarlasci, Emanuele Segre Amar, Emanuela Servi, Giorgio Taffini, Franco Tassilo, Leonardo Tirabassi, Sandra Tognarini, Daniela Troccoletti, Paolo Vannini, Anastasia Vendrov, Alfonso Venturini, Roberto Zei.


PUTIN, SCHROEDER E LA TRAPPOLA. L’EUROPA RISPONDA CON UNA ROSA DI TRE.
Lascia un commento