• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla nostra newsletter

  • Facebook
Solo Riformisti

Solo Riformisti

Uno spazio aperto al confronto, civile e concreto, e un’occasione di riflessione. Per restare ancorati alla realtà, senza rinunciare agli ideali, per rifiutare le posizioni ideologiche, per riaffermare i valori democratici.

  • Solo Riformisti
  • Politica
  • Economia
  • Esteri
  • Cultura
  • Opinioni
  • Archivio articoli

LISTE BLOCCATE E ART. 49 DELLA COSTITUZIONE

Da Bergamo News 20 giugno 2026

di Giovanni Cominelli | 21 Giugno 2026

L’imminenza delle elezioni previste per la primavera o l’autunno 2027 – ma qualcuno avanza anche l’ipotesi del tardo autunno 2026 – sta costringendo la maggioranza di governo ad accelerare l’iter dell’approvazione della legge elettorale, che dovrebbe modificare il vigente Rosatellum. 

Poiché è invalsa nel sistema politico italiano la pessima abitudine – inaugurata da Silvio Berlusconi nel 2005 con il “Porcellum” di Calderoli – di modificare le legge elettorale alla vigilia delle elezioni, con l’intenzione di garantirsi la vittoria prossima la si rivisita oggi, nel timore che i dati politico-elettorali diano un risultato di parità. 

I partiti di maggioranza si apprestano, dunque, a presentare liste bloccate, con l’opposizione d’accordo. Il leader di partito compila una lista di nomi, in ordine di maggiore o minore eleggibilità. Con quali criteri sono scelti i nomi? Con criteri di partito. O perché sei un fedelissimo, o perché sei solo fedele, o perché puoi dare più fastidio fuori che dentro. L’elettore vota il partito, cioè il leader, che ormai dà il nome alla lista, ma non sceglie nessun nome. Come in certe trattorie, le portate le decide tutte il cuoco. 

Qui emerge una questione costituzionale, tuttora non affrontata. I partiti sono da sempre associazioni solo private. Ne parla l’art. 49 della Costituzione: “Tutti i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”. Già nel dibattito dell’Assemblea Costituente il cattolico liberale Costantino Mortati propose che i partiti venissero sottoposti per legge ad un controllo di democrazia interna, visto che occupavano tutte le istituzioni della Repubblica. Insomma: i partiti non potevano essere considerati un’associazione privata, dovevano diventare soggetto pubblico riconosciuto.

Una simile legge non è mai arrivata. Togliatti controribatté che “i partiti sono la democrazia che si organizza” e che, pertanto, non potevano accettare nessun controllo da parte dello Stato come nel Fascismo. Qui Togliatti rovesciava la storia, perché non era lo Stato fascista a controllare il PNF, ma esattamente l’opposto: il PNF controllava lo Stato. E questa d’altronde era la cultura comunista come già praticata in Unione sovietica e come sarebbe stata praticata anche nel più democratico degli Stati a democrazia popolare: il Partito occupa lo Stato, è commissario politico nei confronti dello Stato. Così, in Cecoslovacchia i comunisti erano arrivati al 37% dei voti. Ma in breve tempo occuparono ad una ad una le postazioni istituzionali e di ordine pubblico e incominciarono a praticare una dittatura violenta e feroce.  

Se “la democrazia progressiva” di Togliatti condividesse quel modello – i più maliziosi dicono di sì – non è dato sapere, perché fu sconfitto nel ’48. Ma, come rimarcava Giuliano Amato nel suo “discorso della fiducia” come premier alla Camera nel 1992, il modello del rapporto partito-stato è passato tranquillamente dal Fascismo alla Repubblica. Nel Fascismo il Partito controllava lo Stato, divenendo un “partito-Stato”. Nella Repubblica il sistema dei partiti è diventato un sistema partiti-Stato. Come nel Fascismo, il sistema dei partiti sta al di fuori e al di sopra delle istituzioni. L’esistenza del fattore K ha consentito alla DC di diventare da subito “partito-stato”. Il centro-sinistra prima e poi la caduta di fatto del fattore K ha esteso all’intero sistema dell’arco costituzionale la legittimazione ad occupare le istituzioni. Le conseguenze? 

A partire dagli anni ’90 si è sviluppata una reazione giustizialista e moralista – grazie a Mani Pulite – che ha avviato un processo di delegittimazione dei partiti e della politica. Nel 2009 veniva poi fondato a Milano il M5S, punta dell’iceberg di una reazione populista, che tocca tutti i partiti. Il populismo non ha provocato la crisi del sistema dei partiti. Ne è stato l’effetto.

Da allora l’onda non si è più abbassata. Non perciò i partiti hanno cambiato allure. Si sono sempre più attaccati alle istituzioni, sempre restando associazioni private con un enorme potere pubblico. Quali conseguenze? La prima: la metà degli elettori, non avendo nessuno da delegare personalmente, non andrà al voto. La seconda: ciascun partito e ciascuna coalizione dovranno fanatizzare i propri sostenitori: “con me l’Età dell’oro, con gli altri l’Apocalisse”.

…

Please follow and like us:
error
fb-share-icon
Tweet
fb-share-icon
Pubblicato in : Apertura, Politica

Info Giovanni Cominelli

Laurea in Filosofia nel 1968, dopo studi all’Università cattolica di Milano, alla Freie Universität di Berlino, all’Università statale di Milano. Esperto di politiche dell’istruzione. Eletto in Consiglio comunale a Milano e nel Consiglio regionale della Lombardia dal 1980 al 1990. Scrive di politiche dell’istruzione sulla Rivista “Nuova secondaria” e www.santalessandro.org, su Libertà eguale, su Mondoperaio.

Post precedente:A PRATO IL RIFORMISMO HA SCELTO DI COSTRUIRE UN’ALTERNATIVA
Post successivo:TORRE MILANO, UN’ASSOLUZIONE CHE NON ASSOLVE LA PROCURA

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra newsletter

Leggi anche

“BANCHE, CREDITO E FLUTTUAZIONI ECONOMICHE”Discorso di Ben S.  Bernanke alla consegna del Premio Nobel per l’Economia 2022

23 Ottobre 2024 | Bernard S. Bernanke

STATO, MERCATO E COOPERAZIONE: LA SINTESI INNOVATIVA POSSIBILE

4 Ottobre 2024 | Amedeo Lepore

SPECIALE QUARTA REPUBBLICA: IN RICORDO DEL 7 OTTOBRE 2023

5 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

OCCIDENTE IN CRISI? LA SOLUZIONE È NON CERCARE “LA” SOLUZIONE

4 Ottobre 2026 | Danilo Breschi

“IL GENOCIDIO” DATO IN PASTO AI BAMBINI”: LA PACE A SENSO UNICO DEL SINDACO DI PISTOIA

2 Ottobre 2026 | Redazione Solo Riformisti

GOVERNARE LA GLOBALIZZAZIONE LA VERA SFIDA PER IL FUTURO

2 Ottobre 2026 | Amedeo Lepore

CON TROPPI IMMIGRATI, LE SCUOLE DIVENTANO GHETTI

2 Ottobre 2026 | Giovanni Cominelli

Ultimi commenti

  • Zeffiro Ciuffoletti su CHI HA SCELTO E CHI NO
  • Francesca su REINDUSTRIALIZZARE: UNA A SFIDA CHE SI PUO’ VINCERE (ANCHE IN TOSCANA) [16]
  • Roberto Casula su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto Catazano su LA TOSCANA SI PUÒ REINDUSTRIALIZZARE MA NON SARÀ FACILE [14]
  • Roberto su IL BIVIO FATALE DEL PD
  • Alessanro Tosi su SANITÀ, È ORA DI CAMBIARE
  • Renato Campinoti su TOSCANA, AUREA MEDIOCRITAS? [4]
  • Redazione Solo Riformisti su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • MARIELLA su La sindaca Funaro ignora il 7 ottobre
  • Renzo Fagioli su LE DIFFICOLTÀ DELLA TOSCANA [3]

Solo Riformisti

PARTECIPA

Chi vuole può partecipare con articoli, suggerimenti, idee. Scriveteci a: redazione@soloriformisti.it.

Rimani aggiornato

Iscriviti alla nostra newsletter per rimanere sempre aggiornato

VAI AL FORM DI ISCRIZIONE

LINK RAPIDI

  • Accesso autori
  • Utilizzo dei Cookies

Seguici su Facebook

Segui la nostra pagina su Facebook

  • Facebook

SoloRiformisti.it. Periodico di area riformista del Circolo SoloRiformisti. | E-Mail: redazione@soloriformisti.it

We use cookies to ensure that we give you the best experience on our website. If you continue to use this site we will assume that you are happy with it.